L’Australia valuta un divieto per gli smart glasses con fotocamera negli uffici federali

Gli occhiali intelligenti dotati di fotocamera potrebbero presto incontrare nuove restrizioni in Australia. Il governo sta valutando una misura che ne vieterebbe l’utilizzo negli uffici federali e nei centri di assistenza pubblica, con l’obiettivo di ridurre i rischi legati alla registrazione non autorizzata di informazioni sensibili.
La proposta, riportata dal Guardian, non rappresenta ancora una norma in vigore. Se adottata nella forma attualmente discussa, riguarderebbe gli ambienti di lavoro del governo federale e potrebbe interessare strutture molto diverse, dai centri di assistenza Centrelink fino ai laboratori di ricerca.
Non sarebbe invece previsto un divieto generale degli smart glasses in Australia: i cittadini potrebbero continuare a utilizzarli negli spazi pubblici, salvo eventuali restrizioni specifiche.
Il problema sono fotocamere e registrazioni difficili da notare
Alla base della proposta ci sono soprattutto questioni di privacy e sicurezza. Gli smart glasses di ultima generazione possono integrare fotocamere, microfoni e sistemi di intelligenza artificiale all’interno di montature che, esteticamente, possono assomigliare sempre di più a normali occhiali.
La ministra australiana del Servizio pubblico Katy Gallagher ha sottolineato come questi dispositivi possano generare legittime preoccupazioni proprio per la capacità di registrare e acquisire informazioni.
Negli uffici pubblici il problema assume una rilevanza particolare. Una fotocamera indossabile potrebbe potenzialmente riprendere monitor, documenti, conversazioni o informazioni personali senza che le altre persone presenti si accorgano immediatamente della registrazione.
È proprio questa combinazione tra discrezione e capacità di acquisizione a differenziare gli occhiali intelligenti da dispositivi più facilmente riconoscibili, come uno smartphone utilizzato apertamente per scattare fotografie o registrare video.

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Nessun divieto generale nelle strade australiane
La portata della possibile restrizione rimarrebbe comunque circoscritta. Il governo non starebbe preparando un divieto nazionale di utilizzo o importazione degli smart glasses dotati di fotocamera.
L’eventuale norma federale sarebbe concentrata sui luoghi di lavoro governativi. Altre strutture pubbliche, comprese scuole e ospedali gestiti dagli Stati, potrebbero stabilire autonomamente le proprie regole.
Alcune amministrazioni locali hanno già introdotto limitazioni. A Brisbane, per esempio, gli smart glasses sono stati vietati nelle piscine pubbliche, mentre il consiglio di Yarra, nell’area di Melbourne, ha adottato restrizioni per strutture come parchi giochi, centri per l’infanzia e palestre.
Una decisione del governo federale avrebbe però una portata decisamente maggiore perché potrebbe stabilire una politica comune per numerosi ambienti di lavoro governativi distribuiti sul territorio australiano.
Resta il problema dell’accessibilità
Qualunque eventuale divieto dovrà però tenere conto anche delle persone che utilizzano gli smart glasses come tecnologia assistiva.
La procuratrice generale Michelle Rowland ha richiamato l’attenzione sul rischio di penalizzare ingiustamente chi sfrutta questi dispositivi per affrontare problemi di vista o altre esigenze di accessibilità.
Gli occhiali intelligenti possono infatti utilizzare fotocamere e software per riconoscere oggetti, leggere testi o fornire informazioni sull’ambiente circostante. La stessa tecnologia che può generare problemi di privacy può quindi rappresentare uno strumento importante per alcuni utenti.
Un’eventuale regolamentazione dovrà perciò trovare un equilibrio tra protezione delle informazioni, sicurezza degli ambienti governativi e accessibilità.
Gli smart glasses aprono un nuovo fronte sulla privacy
La discussione australiana anticipa una questione destinata probabilmente a diventare sempre più importante con la diffusione degli smart glasses con intelligenza artificiale.
A differenza delle prime generazioni di dispositivi indossabili, i modelli più recenti possono combinare registrazione audiovisiva, riconoscimento dell’ambiente e assistenti AI in prodotti abbastanza discreti da essere utilizzati durante le normali attività quotidiane.
Per il momento, però, in Australia non esiste ancora il divieto federale descritto dalla proposta. La misura è in fase di valutazione e non impedirebbe comunque l’utilizzo generale degli smart glasses nelle strade e negli altri normali spazi pubblici.
Il punto centrale sarà stabilire dove un dispositivo indossabile smette di essere un semplice accessorio personale e diventa un potenziale rischio per privacy e sicurezza delle informazioni.
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