Mac più colpiti dal malware di Windows? Un nuovo studio mette in discussione un vecchio mito

Per anni i Mac hanno goduto della reputazione di computer meno esposti a virus e malware rispetto ai PC Windows. Le protezioni integrate in macOS, insieme a una diffusione storicamente inferiore rispetto al sistema operativo di Microsoft, hanno contribuito a consolidare l’idea che utilizzare un computer Apple significhi essere automaticamente più al sicuro.
Un’indagine commissionata da Kaspersky mette però in discussione questa percezione. Secondo i dati raccolti attraverso un sondaggio internazionale, il 12% degli utenti macOS intervistati afferma di aver subito almeno un’infezione da malware nell’ultimo anno, contro il 9% degli utenti Windows.
Il dato non dimostra che macOS sia tecnicamente meno sicuro di Windows: il sondaggio misura infatti le esperienze dichiarate dagli utenti, non il tasso effettivo di infezione di tutti i computer. Evidenzia però un elemento importante: possedere un Mac non rende immuni dalle minacce informatiche.
Lo studio rileva più infezioni dichiarate tra gli utenti Mac
L’indagine ha coinvolto 7.200 persone in 18 Paesi, tra cui Italia, Spagna, Francia, Germania, Stati Uniti, Messico, Brasile, Colombia, Cina e India, con l’obiettivo di confrontare comportamenti e problemi di sicurezza tra utenti di differenti sistemi operativi.
Il risultato più sorprendente riguarda proprio il malware. La quota di utenti macOS che dichiara un’infezione raggiunge il 12%, mentre quella degli utenti Windows si ferma al 9%. In termini relativi, il valore riportato dagli utenti Mac risulta quindi circa un terzo superiore.
La differenza potrebbe essere collegata anche alle abitudini di sicurezza. Secondo il sondaggio, soltanto il 35% degli utenti Mac utilizza un software di sicurezza specifico, contro il 42% rilevato tra chi utilizza Windows.
Anche di fronte a link ed e-mail potenzialmente pericolosi emerge una differenza. Il 62% degli utenti Windows dichiara di evitare collegamenti o messaggi sospetti, mentre tra gli utenti macOS la percentuale scende al 51%.
Questi numeri suggeriscono che la percezione di essere protetti dal sistema operativo potrebbe influenzare il comportamento di una parte degli utenti. Non permettono, tuttavia, di stabilire da soli un rapporto diretto di causa ed effetto tra minori precauzioni e maggiore numero di incidenti.
Password e autenticazione: Windows leggermente avanti
Il divario emerge anche nella gestione delle credenziali. Il 38% degli utenti Windows intervistati dichiara di utilizzare password differenti per ciascun account, rispetto al 35% degli utenti macOS.
Quando si parla di password considerate complesse, le percentuali passano rispettivamente al 52% per Windows e al 45% per macOS.
Una situazione simile riguarda l’autenticazione a due o più fattori, una delle misure più efficaci per limitare i danni provocati dal furto di una password. Secondo l’indagine, viene utilizzata dal 51% degli utenti Windows e dal 46% di quelli macOS.

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Le differenze non sono enormi prese singolarmente, ma nel complesso delineano un quadro nel quale gli utenti Windows coinvolti nello studio sembrano adottare più frequentemente alcune precauzioni fondamentali.
Ci sono comunque ambiti nei quali gli utenti Mac risultano leggermente più attenti, in particolare alcune operazioni relative alla privacy, come la revisione delle impostazioni e il controllo di possibili compromissioni delle credenziali.
Non c’è soltanto il malware: phishing e furti di dati colpiscono anche i Mac
La ricerca prende in considerazione anche minacce che non dipendono necessariamente dalla presenza di un malware tradizionale.
Il 12% degli utenti macOS intervistati afferma di essere stato vittima di tentativi di phishing nell’ultimo anno, rispetto al 9% degli utenti Windows. Il phishing può sfruttare e-mail, messaggi o siti contraffatti per convincere la vittima a consegnare volontariamente password, codici e altre informazioni sensibili.
Per le truffe legate agli investimenti, le percentuali dichiarate raggiungono il 16% su macOS e il 13% su Windows. Le violazioni della privacy interessano invece rispettivamente l’11% e l’8%.
Ancora più marcato è il divario dichiarato nel furto di dati personali: 12% tra gli utenti Mac contro 7% tra quelli Windows.
Anche in questo caso è fondamentale non confondere correlazione e causalità. Questi risultati non significano necessariamente che macOS favorisca phishing, truffe o furti di identità. Molte di queste minacce prendono di mira direttamente la persona e i suoi account, indipendentemente dal sistema operativo utilizzato.
Per i criminali informatici conta sempre meno il sistema operativo
È proprio questo uno dei cambiamenti più importanti nella cybersecurity moderna. Un criminale non deve necessariamente trovare una vulnerabilità specifica di macOS o Windows quando può cercare di convincere direttamente l’utente a consegnargli le credenziali.
Phishing, pagine di accesso contraffatte, applicazioni malevole, furto delle credenziali e attacchi alla supply chain possono funzionare su ecosistemi differenti.
Come sottolineato da Leandro Cuozzo, analista di sicurezza del Global Research and Analysis Team di Kaspersky per l’America Latina, il valore per i criminali informatici non risiede necessariamente nella compromissione di uno specifico sistema operativo, quanto nell’accesso agli account, alle informazioni finanziarie e all’identità digitale della persona che utilizza il dispositivo.
Questo aiuta a spiegare perché la vecchia contrapposizione tra “Mac sicuro” e “Windows vulnerabile” sia sempre meno utile per comprendere i rischi attuali.
Le piattaforme dispongono di numerose protezioni integrate, ma nessuna può eliminare completamente il fattore umano. Password uniche, autenticazione a due fattori, aggiornamenti regolari e attenzione a link, allegati e applicazioni sospette rimangono quindi importanti indipendentemente dal logo presente sul computer.
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