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I negozi online truffa sfruttano l’IA: cresce il rischio delle raccomandazioni ingannevoli

Un nuovo fenomeno sta attirando l’attenzione degli esperti di cybersicurezza: alcuni gruppi criminali stanno sfruttando i sistemi di intelligenza artificiale e i motori di ricerca per indirizzare gli utenti verso negozi online fraudolenti. L’allarme arriva da ricercatori del settore che hanno individuato una tecnica sempre più sofisticata, capace di sfruttare la reputazione di marchi conosciuti per ingannare i consumatori e sottrarre dati di pagamento.

La strategia prende di mira soprattutto aziende che hanno recentemente cambiato assetto societario, modificato il proprio sito ufficiale oppure cessato l’attività indipendente. Quando il portale originale viene chiuso o sostituito, i truffatori realizzano copie estremamente simili all’e-commerce autentico, cercando poi di farle apparire credibili agli occhi degli algoritmi che alimentano ricerca online e chatbot basati sull’IA.

Come funziona la nuova truffa digitale

Uno dei casi più citati riguarda Russell & Bromley, storico marchio britannico di calzature entrato a far parte del gruppo Next all’inizio del 2026. Dopo la dismissione del precedente sito web, sono comparsi online diversi portali che riproducevano grafica, struttura e contenuti del negozio originale.

Secondo gli analisti, un utente che chiedeva informazioni sui prodotti del brand tramite un assistente basato sull’IA poteva essere indirizzato verso questi siti contraffatti. L’aspetto professionale delle pagine rendeva difficile distinguere il falso dall’originale, aumentando il rischio di furto di dati personali e informazioni di pagamento.

Per ottenere visibilità, gli aggressori lavorano sull’autorevolezza apparente dei propri domini. Attraverso collegamenti, citazioni, pubblicazioni e altri segnali utilizzati dagli algoritmi per valutare l’affidabilità di una fonte, riescono a migliorare il posizionamento dei siti ingannevoli e a farli apparire più credibili di quanto siano realmente.

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L’impatto sui sistemi di intelligenza artificiale

Il problema non riguarda soltanto i motori di ricerca tradizionali. Gli esperti sottolineano che anche i modelli linguistici possono essere influenzati da informazioni manipolate presenti sul web, con il rischio di suggerire involontariamente risorse non affidabili agli utenti.

Dopo le segnalazioni emerse sul caso Russell & Bromley, OpenAI ha aggiornato le risposte relative al marchio introducendo avvisi che invitano a verificare con attenzione l’autenticità dei siti e a diffidare di offerte particolarmente vantaggiose o prezzi insolitamente bassi.

Gli specialisti ritengono che questo episodio rappresenti un’evoluzione delle tecniche di manipolazione online. Se in passato i truffatori puntavano principalmente a influenzare i risultati dei motori di ricerca, oggi cercano di condizionare anche le informazioni utilizzate dai sistemi di IA per formulare raccomandazioni.

I rischi futuri con l’IA agente

La situazione potrebbe diventare ancora più delicata con la diffusione delle piattaforme di IA agentica, capaci non solo di suggerire prodotti ma anche di completare direttamente gli acquisti per conto degli utenti. In uno scenario simile, la manipolazione delle fonti informative potrebbe avere conseguenze ancora più significative, offrendo ai criminali nuove opportunità di profitto.

Per questo motivo gli esperti consigliano di controllare sempre l’indirizzo del sito visitato, verificare la presenza di informazioni ufficiali dell’azienda e prestare particolare attenzione quando si acquistano prodotti attraverso link suggeriti da strumenti automatizzati. La verifica delle fonti resta uno degli strumenti più efficaci per difendersi dalle truffe online.

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