OpenAI chiude l’app Sora: cosa significa davvero

La chiusura improvvisa dell’app Sora di OpenAI ha sorpreso molti osservatori del settore tecnologico. La piattaforma dedicata alla generazione di video tramite intelligenza artificiale, lanciata pochi mesi prima come una sorta di “TikTok dell’IA”, è stata dismessa senza una spiegazione ufficiale dettagliata. Tuttavia, analizzando numeri, strategia aziendale e contesto competitivo, emergono diversi indizi che aiutano a comprendere le ragioni della decisione.
L’annuncio è arrivato attraverso un messaggio pubblicato sui social dal team Sora, che secondo alcune indiscrezioni sarebbe stato informato della chiusura nello stesso giorno tramite una riunione interna. OpenAI ha dichiarato che verranno fornite informazioni su tempistiche di chiusura e su come gli utenti potranno salvare i contenuti creati sulla piattaforma.
We’re saying goodbye to the Sora app. To everyone who created with Sora, shared it, and built community around it: thank you. What you made with Sora mattered, and we know this news is disappointing.
— Sora (@soraofficialapp) March 24, 2026
We’ll share more soon, including timelines for the app and API and details on…
Il modello Sora continuerà a esistere
La chiusura riguarda l’app, ma non il modello di generazione video. Sora 2 continuerà infatti a esistere e resterà accessibile all’interno di ChatGPT tramite abbonamento. Questo significa che OpenAI non sta abbandonando la tecnologia video, ma sta probabilmente cambiando strategia di distribuzione, integrando le funzioni direttamente nei suoi prodotti principali invece di mantenerle come applicazioni separate.
Va anche ricordato che né l’app Sora né il modello erano disponibili nell’Unione Europea, fattore che ha limitato fortemente la diffusione del servizio rispetto ad altre piattaforme globali.
I numeri dell’app e i costi troppo alti
I dati di utilizzo raccontano probabilmente la parte più importante della storia. L’app aveva raggiunto un picco di circa 3,3 milioni di download nel novembre 2025, ma pochi mesi dopo i download mensili erano scesi a circa 1,1 milioni. Numeri non piccoli in assoluto, ma modesti se confrontati con i circa 900 milioni di utenti attivi settimanali di ChatGPT.
Anche i ricavi non erano particolarmente elevati: gli acquisti in‑app stimati nell’intero ciclo di vita del prodotto si aggiravano intorno ai 2,1 milioni di dollari. Una cifra considerata molto bassa rispetto agli enormi costi computazionali necessari per generare video con modelli di intelligenza artificiale avanzati.
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Problemi legali e contenuti deepfake
Fin dal lancio, la piattaforma aveva dovuto affrontare diversi problemi legati alla moderazione dei contenuti e ai deepfake. Una funzione inizialmente chiamata “cameo” permetteva agli utenti di creare video realistici con il proprio volto o quello di altre persone, generando polemiche e anche una causa legale che ha costretto OpenAI a rinominare la funzione.
Sono circolati online anche video generati con personaggi storici e attori scomparsi, situazione che ha sollevato questioni etiche e legali legate al diritto d’immagine e al copyright, problemi che l’intero settore dei video generativi sta affrontando.
— Private IcedChicago81 (@PrivateIcedC81) March 24, 2026
La nuova strategia di OpenAI
La chiusura dell’app sembra inserirsi in una ristrutturazione strategica più ampia dell’azienda. OpenAI starebbe concentrando le risorse sui progetti più redditizi e con maggiore diffusione, abbandonando prodotti secondari che richiedono molta potenza di calcolo ma generano pochi ricavi.
Negli ultimi mesi l’azienda ha infatti ridimensionato o chiuso diversi progetti, puntando sempre di più su ChatGPT, strumenti per aziende, sviluppo software e nuove piattaforme integrate. In questo contesto, mantenere un’app separata per la generazione video potrebbe essere stato considerato inefficiente.
Un altro fattore importante è la concorrenza, in particolare quella di Google con Gemini, che negli ultimi mesi ha aumentato rapidamente la propria quota di mercato nel settore dell’intelligenza artificiale, riducendo il vantaggio che ChatGPT aveva accumulato negli anni precedenti.
La chiusura di Sora quindi non rappresenta la fine dei video generati con l’intelligenza artificiale di OpenAI, ma piuttosto un segnale chiaro: l’azienda sta riducendo i progetti meno redditizi per concentrare risorse, calcolo e sviluppo sui prodotti principali e sulla competizione con i grandi player tecnologici.
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