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Phantom Twist, il drone che sfrutta la velocità per diventare quasi invisibile

Un gruppo di ricercatori della Northwestern University ha sviluppato una tecnologia che potrebbe cambiare il modo in cui vengono progettati i droni. Il progetto, chiamato Phantom Twist, non punta a rendere il velivolo invisibile attraverso materiali mimetici o rivestimenti speciali, ma sfrutta un principio completamente diverso: ingannare la percezione visiva umana.

L’idea nasce dallo studio del funzionamento dell’occhio umano. Invece di cercare di confondere il drone con l’ambiente circostante, gli scienziati hanno progettato un sistema capace di alterare il modo in cui il cervello interpreta il movimento. Il risultato è un velivolo che, durante il volo, appare come una sagoma sfocata e semitrasparente, molto più difficile da individuare rispetto ai droni tradizionali.

Secondo Michael Rubenstein, responsabile del progetto, il team ha voluto esplorare un approccio completamente nuovo, basato non sul camuffamento ma sulla percezione umana del movimento.

Un design completamente diverso dai quadricotteri tradizionali

Il Phantom Twist si distingue dai classici quadricotteri anche dal punto di vista costruttivo. Invece di utilizzare quattro rotori con un corpo centrale fisso, il drone adotta un singolo motore in cui sia l’elica sia l’intera struttura ruotano in direzioni opposte.

Durante il volo il corpo del dispositivo può raggiungere una velocità di 25 rotazioni al secondo, un ritmo sufficiente a superare la capacità dell’occhio umano di elaborare correttamente i dettagli. Il risultato è un effetto visivo che trasforma il drone in una sorta di disco traslucido, con i pochi elementi opachi che tendono a confondersi con lo sfondo.

La ricercatrice Emma Alexander, esperta di visione artificiale e coautrice dello studio, spiega che il fenomeno è simile a quello di una fotocamera con un tempo di esposizione fisso: quando un oggetto ruota molto rapidamente, i dettagli si fondono fino a diventare difficili da distinguere.

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L’intelligenza artificiale ha progettato il drone ideale

Realizzare una struttura tanto particolare non è stato semplice. Per trovare il giusto equilibrio tra stabilità di volo e riduzione della visibilità, il team si è affidato all’intelligenza artificiale.

Gli algoritmi hanno generato circa 20.000 configurazioni differenti, riposizionando continuamente componenti come batteria, scheda elettronica e contrappesi. L’obiettivo era evitare che, durante la rotazione, gli elementi più voluminosi si sovrapponessero creando punti facilmente riconoscibili.

Ogni configurazione è stata poi valutata in 100 scenari realistici, utilizzando un modello basato sulla percezione visiva umana. Al termine delle simulazioni, il progetto definitivo è risultato fino a dieci volte meno visibile rispetto a un drone convenzionale.

Possibili applicazioni tra ricerca scientifica e industria

Una tecnologia di questo tipo potrebbe rivelarsi particolarmente utile nelle attività di monitoraggio ambientale. I droni vengono sempre più utilizzati per censire popolazioni di uccelli, analizzare habitat naturali, mappare zone umide o ispezionare infrastrutture industriali.

La semplice presenza di un drone, tuttavia, può alterare il comportamento della fauna, compromettendo la qualità dei dati raccolti. Un dispositivo molto meno visibile consentirebbe di effettuare rilievi con un impatto decisamente inferiore sull’ambiente.

Nonostante i risultati promettenti, il progetto non è ancora privo di limiti. Il rumore prodotto dal motore rimane percepibile e, osservando con attenzione, è ancora possibile distinguere parte della struttura in fibra di carbonio.

I ricercatori stanno già lavorando a nuove soluzioni, tra cui materiali completamente trasparenti e sistemi per la riduzione del rumore, con l’obiettivo di rendere le future versioni del Phantom Twist ancora più difficili da individuare.

Se lo sviluppo proseguirà nella direzione prevista, questa tecnologia potrebbe aprire una nuova strada nella progettazione dei droni, offrendo strumenti sempre meno invasivi per la ricerca scientifica, il monitoraggio ambientale e numerose applicazioni industriali.

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