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Piastre di rame stampate in 3D: la svolta che può tagliare del 90% i consumi dei data center

Con la crescita esplosiva dell’intelligenza artificiale, i data center stanno consumando quantità sempre maggiori di energia. Una parte significativa di questi consumi è legata ai sistemi di raffreddamento necessari per mantenere operative le infrastrutture che elaborano enormi volumi di dati. Proprio per affrontare questo problema, un gruppo di ricercatori dell’Università dell’Illinois Urbana-Champaign ha sviluppato una soluzione che potrebbe cambiare radicalmente il settore.

La tecnologia sperimentale si basa su innovative piastre di rame realizzate con stampa 3D. A differenza dei sistemi tradizionali, queste strutture contengono una rete interna di microcanali progettati per migliorare il passaggio del liquido refrigerante e disperdere il calore in modo molto più efficiente. In pratica, i chip riescono a raffreddarsi più velocemente utilizzando meno energia.

Prestazioni nettamente superiori rispetto ai sistemi tradizionali

Durante i test di laboratorio, le nuove piastre hanno ottenuto risultati particolarmente promettenti. Gli studiosi parlano di un miglioramento dell’efficienza di raffreddamento fino al 32%, accompagnato da una riduzione della resistenza del flusso del liquido fino al 68%. Questo significa che le pompe necessarie per far circolare il refrigerante consumano molta meno energia rispetto alle tecnologie attualmente utilizzate nei data center.

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L’aspetto più interessante riguarda però il possibile impatto su larga scala. Secondo i ricercatori, il consumo energetico destinato esclusivamente al raffreddamento potrebbe passare da centinaia di megawatt a circa 11 MW per ogni GW di potenza. In termini percentuali, la quota energetica dedicata al raffreddamento potrebbe scendere dal 30% fino a circa l’1,1%.

Una soluzione pensata per il futuro dell’intelligenza artificiale

L’aumento della domanda di servizi AI sta mettendo sotto pressione le infrastrutture tecnologiche di tutto il mondo. Modelli sempre più avanzati richiedono enormi capacità di calcolo e, di conseguenza, sistemi di raffreddamento sempre più potenti. Tecnologie come questa potrebbero quindi diventare fondamentali per ridurre costi operativi, consumi elettrici ed emissioni legate ai grandi centri dati.

Al momento il progetto si trova ancora in una fase sperimentale e serviranno ulteriori verifiche prima di un’eventuale diffusione commerciale. Tuttavia, i primi risultati suggeriscono che queste piastre di rame stampate in 3D potrebbero rappresentare una delle innovazioni più importanti per rendere i data center del futuro più sostenibili ed efficienti.

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