News

Pulsar rivoluziona il mouse da gaming: due sensori per una precisione personalizzata

Pulsar vuole cambiare il modo in cui utilizzi un mouse da gaming. L’azienda ha mostrato un progetto sperimentale con due sensori ottici, pensato per permetterti di modificare via software il punto da cui vengono interpretati i movimenti. Non si tratta dell’ennesima corsa ai DPI o di un mouse con una frequenza di aggiornamento sempre più alta: l’idea è adattare il tracciamento alla tua mano, al tipo di presa e ai movimenti che esegui durante il gioco.

Il sistema è stato presentato in un mini-documentario sul canale YouTube di Pulsar. Per il momento non esistono nome commerciale, prezzo, specifiche definitive o data di uscita. È quindi più corretto parlare di una piattaforma tecnologica in sviluppo che di un nuovo mouse già pronto per la vendita.

Due sensori ottici invece di uno: che cosa cambia davvero

In un mouse tradizionale il sensore ottico rileva lo spostamento rispetto alla superficie. La sua posizione fisica è fissa: generalmente si trova vicino al centro della base, anche se la collocazione può variare da modello a modello. Quando sposti il mouse in linea retta, questa scelta può sembrare poco importante. Ma quando ruoti il polso, inclini la mano o esegui piccoli movimenti curvi, il punto da cui viene interpretato il movimento può influenzare la sensazione di controllo.

Il progetto Pulsar utilizza invece due sensori che raccolgono contemporaneamente i dati. Il software combina le misurazioni e applica uno spostamento, chiamato offset, per calcolare il movimento come se il sensore principale fosse collocato in un’altra posizione sotto la scocca.

In teoria, questo consente di scegliere virtualmente qualsiasi punto della base senza aprire il mouse, spostare componenti o cambiare dispositivo. La posizione reale dei due sensori rimane invariata: a cambiare è il modo in cui il sistema interpreta i loro dati.

Perché la posizione del sensore può fare la differenza negli sparatutto

Se giochi a uno sparatutto competitivo, sai quanto possano contare i movimenti minimi. Una correzione del mirino, un rapido cambio di direzione o una rotazione del polso devono tradursi in uno spostamento prevedibile sullo schermo. Eppure due giocatori che impugnano lo stesso mouse possono muoverlo in modo molto diverso.

Chi utilizza una presa palm grip tende ad appoggiare gran parte della mano sulla scocca. Con la claw grip il palmo resta più sollevato e le dita assumono una posizione arcuata. Nella fingertip grip, invece, il controllo dipende soprattutto dalle dita. Sono differenze che possono modificare il modo in cui il mouse viene ruotato e trascinato.

Pulsar vuole rendere regolabile proprio questa relazione tra movimento fisico e tracciamento. Se la tecnologia funzionerà come previsto, potrai cercare il punto virtuale che rende più naturale il controllo del puntatore, anziché doverti adattare completamente alla geometria scelta dal produttore.

Non significa però che il doppio sensore garantisca automaticamente una mira migliore. La precisione dipende anche da allenamento, sensibilità, superficie, peso, forma e qualità dell’elaborazione. Per capire se il vantaggio sia realmente percepibile serviranno test indipendenti su un prodotto definitivo.

Un software potrebbe trovare automaticamente la posizione ideale

Una delle possibilità più interessanti riguarda la calibrazione. Il materiale mostrato da Pulsar suggerisce l’impiego di esercizi interattivi o minigiochi per analizzare come muovi il mouse e individuare una posizione virtuale del sensore adatta al tuo stile.

L’idea è che, invece di procedere soltanto per tentativi, tu possa eseguire una serie di movimenti guidati. Il programma raccoglierebbe le informazioni necessarie per suggerire un’impostazione personalizzata. Potrebbe essere prevista anche una regolazione manuale per chi preferisce intervenire direttamente sui parametri.

Leggi anche:

È un approccio che ricorda alcuni strumenti di allenamento e calibrazione già utilizzati nel gaming competitivo, come quelli associati ad Aimlabs. In questo caso, però, la variabile principale non sarebbe soltanto la sensibilità sugli assi X e Y: cambierebbe il punto virtuale di rilevamento.

Le modalità precise dell’interfaccia e le funzioni che arriveranno nel prodotto finale non sono state ancora confermate. Gli esempi mostrati vanno considerati come un’indicazione della direzione di sviluppo, non come una scheda tecnica definitiva.

Pulsar punta anche a ridurre il rumore dei sensori

Il sistema a doppio sensore potrebbe offrire un altro vantaggio: ridurre il rumore delle misurazioni. Anche i sensori ottici più avanzati possono produrre piccole variazioni nei dati raccolti. Combinare due flussi indipendenti, se l’elaborazione è progettata correttamente, può aiutare a distinguere il movimento reale dalle oscillazioni indesiderate.

Pulsar presenta questa possibilità come uno dei motivi per esplorare una nuova architettura. Il risultato, però, non è garantito dalla sola presenza di due sensori: conteranno sincronizzazione, algoritmi, latenza e consumi energetici. Un’elaborazione più complessa deve infatti restare sufficientemente rapida da non penalizzare l’esperienza di gioco.

Il progetto arriva in un mercato dove le specifiche tradizionali hanno già raggiunto valori elevatissimi. Aumentare ancora DPI e polling rate può produrre vantaggi sempre meno evidenti nell’uso reale. Personalizzare il comportamento del tracciamento potrebbe quindi diventare un modo più interessante per differenziare i mouse di fascia alta.

L’idea non è completamente nuova, ma Pulsar vuole renderla pratica

Il concetto di un mouse con due sensori e posizione virtuale regolabile era già stato esplorato da Giovanni Laerte Frongia, conosciuto come bardOZ, in precedenti prototipi. Esistono inoltre prodotti che permettono di modificare fisicamente la posizione del sensore, come il Pwnage Vanta.

La differenza del progetto Pulsar sta nel tentativo di rendere l’operazione interamente software. Se l’implementazione sarà sufficientemente semplice e stabile, potresti modificare il punto di tracciamento senza alcun intervento meccanico, passando da un’impostazione all’altra in base alle preferenze.

Resta da vedere quanto sarà intuitiva la configurazione e se le impostazioni personalizzate potranno essere memorizzate in profili diversi. Per ora non ci sono informazioni ufficiali sufficienti per confermare queste funzioni.

Quando arriverà il mouse Pulsar con due sensori e quanto costerà?

Al 30 ottobre 2026, Pulsar non ha comunicato una data di lancio, un prezzo o il modello che introdurrà per primo la tecnologia. Non sono state annunciate neppure le specifiche dei due sensori, il peso, l’autonomia o la frequenza di polling del dispositivo.

Il produttore ha già ampliato la propria gamma nel corso del 2026 con modelli come l’ergonomico X5 e l’ultraleggero X2F CrazyLight, progettato per la presa con la punta delle dita. Questi prodotti mostrano l’attenzione di Pulsar verso esigenze differenti, ma non costituiscono una conferma che la tecnologia a doppio sensore sarà installata su una delle due linee.

L’elemento da seguire nei prossimi annunci non sarà soltanto la scheda tecnica. Sarà soprattutto la capacità del sistema di offrire un tracciamento prevedibile, personalizzabile e privo di ritardi percepibili. Se riuscirà a farlo, Pulsar potrebbe proporre una novità più concreta dell’ennesimo incremento numerico dei DPI.

Fonte

Ti potrebbe interessare:
Segui guruhitech su:

Esprimi il tuo parere!

Ti è piaciuta questa notizia? Lascia un commento nell’apposita sezione che trovi più in basso e se ti va, iscriviti alla newsletter.

Per qualsiasi domanda, informazione o assistenza nel mondo della tecnologia, puoi inviare una email all’indirizzo [email protected].


Scopri di più da GuruHiTech

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

0 0 voti
Article Rating
Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Più recenti
Vecchi Le più votate