Streamed chiude all’improvviso: colpiti decine di siti di streaming sportivo pirata

Una delle piattaforme più importanti per lo streaming sportivo pirata ha interrotto le attività senza preavviso, e le conseguenze potrebbero farsi sentire su decine di siti che trasmettono partite ed eventi sportivi senza autorizzazione. Si chiama Streamed e, a differenza dei portali visitati direttamente dagli spettatori, forniva soprattutto l’infrastruttura video utilizzata da altri siti. I suoi operatori hanno pubblicato un breve messaggio d’addio, ma non hanno spiegato perché il servizio sia stato chiuso.
Le dimensioni dell’operazione emergono dai dati citati dalla Motion Picture Association (MPA): nel luglio 2026 circa 30 siti collegati a Streamed hanno registrato complessivamente 463 milioni di visite, contro 134 milioni nel luglio dell’anno precedente. È un dato enorme, ma va letto correttamente: riguarda il traffico totale dei siti che utilizzavano il servizio, non 463 milioni di utenti unici e nemmeno altrettante visualizzazioni video.
Streamed non era un semplice sito per vedere le partite
Per capire perché la chiusura abbia un peso particolare, bisogna distinguere i portali che pubblicizzano le dirette dalla tecnologia che permette loro di riprodurle. Streamed operava come un servizio di Piracy-as-a-Service (PaaS): metteva a disposizione player video incorporabili in pagine gestite da soggetti differenti.
In pratica, un sito poteva mostrare eventi sportivi senza occuparsi direttamente dell’intera infrastruttura di trasmissione. Il lettore video proveniva da Streamed, mentre il portale che lo ospitava si concentrava su catalogazione, pagine degli incontri e acquisizione dei visitatori. Questa architettura rendeva relativamente semplice creare o mantenere un sito di streaming non autorizzato.
Il vantaggio per gli operatori diventava però una vulnerabilità condivisa: quando il fornitore centrale smette di funzionare, numerosi siti possono perdere contemporaneamente l’accesso alle dirette. È proprio lo scenario che si è verificato dopo la scomparsa del servizio.
Un messaggio d’addio e cinque alternative: cosa è successo
Al posto del consueto servizio, i visitatori di streamed.pk hanno trovato una comunicazione essenziale: gli operatori annunciano che Streamed non è più attivo e ringraziano per il sostegno ricevuto negli anni. Lo stesso avviso è apparso su streamed.st, mentre il dominio strmd.link reindirizza alla pagina di chiusura.
La particolarità è che i responsabili non si sono limitati a salutare. Nel messaggio hanno indicato cinque siti alternativi dedicati allo streaming sportivo, accompagnandoli con brevi descrizioni. È un dettaglio insolito per una chiusura che potrebbe, almeno in teoria, essere collegata a iniziative di contrasto alla pirateria.
La lista di alternative non chiarisce comunque chi gestisca i siti suggeriti, se esistano rapporti commerciali con Streamed o se gli operatori intendano tornare con un altro marchio. Non ci sono elementi sufficienti per considerare queste ipotesi fatti accertati.
463 milioni di visite: i numeri dietro il servizio
All’inizio di ottobre la MPA aveva inserito Streamed nella propria segnalazione annuale sui mercati della pirateria, destinata all’Office of the United States Trade Representative. Il documento descriveva il servizio come un fornitore in forte crescita, utilizzato da siti che non ospitavano direttamente i contenuti sportivi.
Secondo le stime Similarweb riportate dall’associazione, nel luglio 2025 circa 29 siti che utilizzavano Streamed avevano totalizzato 134 milioni di visite. Un anno dopo i siti erano circa 30, ma il loro traffico aggregato era salito a 463 milioni di visite. La crescita del pubblico stimato era quindi molto più rapida di quella del numero dei portali.
Anche il dominio principale attirava traffico autonomamente: streamed.pk avrebbe ricevuto 19,76 milioni di visite nel settembre 2026, con un aumento del 56% rispetto ad agosto. Quasi la metà delle visite proveniva dagli Stati Uniti, seguiti da Canada e Regno Unito. Sono stime di traffico web, non misurazioni ufficiali degli spettatori delle partite.
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Quali siti di streaming pirata rischiano di restare senza dirette
Tra i portali indicati dalla MPA come utilizzatori dell’infrastruttura Streamed figurano Mapple, HydraHD, Rivestream e StreamEX. Il documento menzionava anche Cineby, che nel frattempo aveva già cessato le attività. La dipendenza dal medesimo fornitore mostra quanto alcune piattaforme apparentemente indipendenti possano in realtà condividere la stessa tecnologia.
Al momento della pubblicazione dell’inchiesta di TorrentFreak, alcune dirette sportive su Mapple restituivano errori 404, segno che determinati collegamenti video non erano più disponibili. Questo non significa che tutti i siti coinvolti siano definitivamente chiusi o che ogni loro contenuto abbia smesso di funzionare: alcuni potrebbero utilizzare altri fornitori o sostituire i player.
La MPA usa l’espressione “hydra sites” per descrivere i portali di pirateria che possono cambiare dominio, marchio o fonti video e continuare a operare. È un modello che rende difficile misurare l’effetto di una singola chiusura sul fenomeno complessivo.
Perché Streamed ha chiuso? Nessuna conferma di un blitz antipirateria
Il tempismo ha alimentato interrogativi. La chiusura è arrivata poche settimane dopo che la Motion Picture Association aveva segnalato Streamed alle autorità commerciali statunitensi come infrastruttura importante per la pirateria. Ma non esistono conferme pubbliche che il servizio sia stato chiuso da un tribunale, dalla polizia o a seguito di un accordo con i titolari dei diritti.
Sui domini non compare alcun avviso di sequestro. Gli operatori non hanno citato procedimenti giudiziari e, al momento dell’articolo originale, né la MPA né l’Alliance for Creativity and Entertainment (ACE) avevano rivendicato un intervento. TorrentFreak aveva contattato entrambe le organizzazioni senza ricevere risposta prima della pubblicazione.
Ci sono precedenti che invitano alla cautela. La MPA ha recentemente attribuito ad azioni proprie e di ACE la fine di Cineby e AnimeFLV, servizi che inizialmente non avevano spiegato la causa della chiusura. Tuttavia, il caso Streamed presenta una differenza significativa: il messaggio d’addio indirizza apertamente gli utenti verso altri siti di streaming non autorizzato.
Chiudere un fornitore centrale può colpire molti siti insieme
Il caso Streamed mette in luce un cambiamento nell’ecosistema della pirateria online. Non tutti i siti che mostrano film, serie TV o eventi sportivi gestiscono direttamente i video. Alcuni dipendono da fornitori centralizzati che distribuiscono player e sorgenti a più portali, rendendo il servizio finale più facile da replicare.
Questa struttura crea una sorta di effetto domino. Se un sito singolo viene bloccato, altri possono continuare a funzionare; se invece scompare l’infrastruttura condivisa, l’interruzione può propagarsi contemporaneamente a numerose piattaforme. Per questo la chiusura di Streamed è più significativa della semplice scomparsa di un dominio.
Resta però una questione aperta: quanto durerà il vuoto lasciato da Streamed? La presenza di fornitori alternativi e la capacità dei portali di cambiare rapidamente le proprie sorgenti potrebbero ridurre l’impatto nel tempo. Per ora, l’unico dato certo è che uno dei principali motori dello streaming sportivo pirata ha smesso di operare proprio mentre i numeri del suo ecosistema erano in forte crescita.
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