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Quanto vale la tua password sul dark web: come phishing e furti di dati alimentano il mercato criminale

Le password, i dati personali e le credenziali di accesso rubate attraverso il phishing rappresentano oggi una delle risorse più redditizie della criminalità informatica globale. Dietro una semplice e-mail o un messaggio ingannevole si nasconde un’economia sommersa capace di trasformare ogni informazione sottratta in denaro e nuovi attacchi.

Secondo una recente analisi di Kaspersky, l’88% degli attacchi di phishing è finalizzato all’accesso ai servizi online, mentre il resto punta a dati personali o informazioni bancarie. Una percentuale che conferma come il furto di credenziali resti il cuore di queste campagne fraudolente.

Cosa succede ai tuoi dati dopo il furto

Una volta sottratte, le informazioni non vengono quasi mai utilizzate una sola volta. I criminali informatici le raccolgono, verificano e aggregano in grandi database che finiscono nei mercati illegali del dark web. Qui vengono vendute, scambiate e riutilizzate per frodi, spoofing e attacchi mirati.

Dai conti bancari ai documenti d’identità, ogni dato ha un valore specifico. Non conta solo la quantità, ma soprattutto il livello di accesso che quelle credenziali possono garantire ad altri servizi o piattaforme.

Quanto valgono password e documenti sul dark web

Il prezzo dei dati rubati varia sensibilmente. Alcuni accessi di base possono essere venduti a meno di un dollaro, mentre l’accesso a account bancari può arrivare fino a 350 dollari. I servizi di criptovaluta superano spesso i 100 dollari, mentre documenti personali come passaporti o carte d’identità vengono scambiati mediamente per 15 dollari.

A influenzare il valore sono fattori come l’età dell’account, il saldo disponibile, i metodi di pagamento associati e il livello di sicurezza della piattaforma. Più informazioni vengono combinate, maggiore diventa il potenziale criminale di quei dati.

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Dal phishing al mercato illegale

Le campagne di phishing sfruttano pagine false che imitano portali legittimi. Gli utenti, convinti dall’urgenza o dall’apparente affidabilità del messaggio, inseriscono username, password e dati sensibili, che vengono inviati direttamente agli aggressori.

Secondo i report sulla sicurezza, queste informazioni vengono poi distribuite tramite e-mail, bot di messaggistica o pannelli privati prima di arrivare ai canali di compravendita. Qui le credenziali vengono classificate e riutilizzate per tentare accessi multipli e massimizzare i profitti.

Perché il phishing resta così efficace

Come spiegato da Fabiano Tricarico, responsabile dei prodotti consumer di Kaspersky, la maggior parte delle campagne moderne è ottimizzata per rubare credenziali. Anche a distanza di tempo, quei dati possono essere riutilizzati e combinati con nuove informazioni per attacchi sempre più mirati.

La facilità con cui i database rubati vengono venduti rende il phishing un’attività economicamente vantaggiosa e difficile da contrastare, soprattutto in un contesto digitale sempre più globale.

Come proteggerti dal phishing

Ridurre il rischio è possibile adottando alcune buone pratiche di sicurezza. È fondamentale non aprire link o allegati sospetti, verificare sempre gli URL prima di inserire dati personali e monitorare regolarmente l’attività bancaria.

Attivare l’autenticazione a più fattori, cambiare immediatamente le password in caso di sospetto furto ed evitare il riutilizzo delle credenziali sono misure decisive. La prevenzione, insieme all’educazione digitale, resta la migliore difesa per impedire che i propri dati finiscano nel circuito del dark web.

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