Un sensore microscopico permetterà ai robot chirurghi di “sentire” il contatto

La chirurgia robotica potrebbe presto diventare ancora più precisa grazie a un nuovo sensore miniaturizzato sviluppato dai ricercatori dell’Università Jiaotong di Shanghai. Il dispositivo misura appena 1,7 millimetri, ma è in grado di fornire ai robot chirurgici una capacità fondamentale: percepire pressione, forza e torsione in tempo reale durante gli interventi.
Secondo il team di ricerca, questa tecnologia potrebbe migliorare in modo significativo la sicurezza e l’accuratezza delle operazioni minimamente invasive, permettendo ai sistemi robotici di reagire con maggiore sensibilità al contatto con i tessuti umani.
Come funziona il nuovo sensore
All’interno del dispositivo è presente una fibra ottica dotata di una punta morbida in elastomero. Quando il sensore entra in contatto con un oggetto, la punta si deforma leggermente. Una microcamera registra quindi le variazioni nella propagazione della luce all’interno della fibra, trasformando questi cambiamenti in dati precisi sulla forza applicata.
Gli sviluppatori spiegano che questo approccio consente di ridurre drasticamente le dimensioni del sistema senza sacrificare la precisione. Inoltre, il sensore riesce a rilevare la forza esercitata in tutte le direzioni contemporaneamente, un aspetto essenziale per gli strumenti medici più compatti.

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Durante i test di laboratorio, il prototipo è riuscito a individuare oggetti rigidi nascosti all’interno di materiali morbidi che simulavano tessuti biologici e tumori. Questo risultato dimostra il potenziale del sistema nell’assistere i chirurghi durante procedure delicate, dove anche una minima pressione eccessiva potrebbe causare danni.
I ricercatori stanno ora lavorando all’integrazione della tecnologia in veri sistemi medici robotizzati. L’obiettivo è creare strumenti chirurgici capaci di offrire una sorta di “tatto artificiale”, migliorando il controllo degli operatori e aumentando la sicurezza dei pazienti.
Secondo gli autori dello studio, questa innovazione potrebbe rappresentare un passo importante verso una nuova generazione di robot chirurgici intelligenti, più sensibili e affidabili durante le operazioni minimamente invasive.
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