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ShieldFont, il font gratuito che prova a confondere l’IA senza cambiare ciò che leggiamo

Proteggere i contenuti online dalla raccolta automatizzata di dati potrebbe non richiedere necessariamente di bloccare l’accesso ai siti. ShieldFont, un nuovo progetto open source e gratuito, sperimenta una soluzione decisamente diversa: mostrare alle persone un testo perfettamente leggibile, facendo interpretare ai sistemi automatici un contenuto differente.

Il progetto nasce dalla collaborazione tra l’agenzia creativa brasiliana Seneda & Abrucio e lo studio danese Playtype. L’obiettivo è rendere meno semplice e soprattutto meno affidabile l’acquisizione massiva dei testi pubblicati sul Web per il successivo utilizzo da parte di sistemi di intelligenza artificiale.

Come ShieldFont inganna i sistemi che analizzano l’HTML

Il principio alla base di ShieldFont non consiste nell’impedire a un crawler di raggiungere una pagina. La tecnologia interviene invece sulla differenza tra ciò che viene visualizzato dal browser e ciò che un programma può ricavare analizzando direttamente il codice.

La soluzione sfrutta le possibilità offerte dal formato OpenType per effettuare sostituzioni dei caratteri. Il visitatore continua così a vedere sullo schermo il normale contenuto dell’articolo, mentre un sistema che estrae le informazioni dal codice HTML può ritrovarsi davanti parole differenti.

L’aspetto interessante è che la trasformazione non punta semplicemente a produrre sequenze casuali e immediatamente riconoscibili come inutilizzabili. Il testo ottenuto automaticamente può conservare una certa correttezza grammaticale modificando però il significato delle informazioni.

Secondo quanto dichiarato dagli sviluppatori sulla base dei loro test, più della metà dei frammenti sottoposti al sistema avrebbe smesso di corrispondere ai fatti presenti nel contenuto originale. In questo modo, un’eventuale raccolta automatizzata potrebbe produrre un dataset meno attendibile e quindi meno utile per l’addestramento dei modelli.

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Non è una protezione universale contro i crawler

Gli stessi autori riconoscono i limiti della tecnologia. ShieldFont non impedisce materialmente l’accesso alle informazioni e non rappresenta quindi una barriera impossibile da aggirare.

Un sistema che invece di affidarsi esclusivamente all’HTML acquisisse una rappresentazione visiva della pagina e utilizzasse tecnologie OCR per riconoscere ciò che appare sullo schermo potrebbe ricostruire il testo effettivamente letto dall’utente.

Un altro possibile limite emerge nel momento in cui il meccanismo utilizzato dal font diventa noto. Un crawler progettato specificamente per riconoscere ShieldFont potrebbe teoricamente tenere conto delle sostituzioni e tentare di ricostruire il contenuto originale.

La tecnologia va quindi interpretata soprattutto come un sistema per rendere più difficile e meno conveniente la raccolta automatizzata, piuttosto che come una soluzione definitiva capace di impedire a qualsiasi sistema di intelligenza artificiale di accedere ai contenuti.

Il prezzo da pagare riguarda SEO e accessibilità

Alterare il rapporto tra testo visualizzato e contenuto presente nel codice comporta inevitabilmente alcuni compromessi. Uno dei più importanti interessa i motori di ricerca, che utilizzano le informazioni contenute nelle pagine per comprenderle e indicizzarle.

L’impiego di ShieldFont potrebbe quindi avere conseguenze sulla SEO e sulla corretta presenza del sito nei risultati di ricerca.

I problemi potenziali non finiscono qui. La manipolazione dei caratteri potrebbe interferire con operazioni quotidiane come copiare un testo oppure utilizzare sistemi di traduzione automatica. Ancora più delicata è la questione dell’accessibilità: gli strumenti utilizzati dalle persone con disabilità visive, come gli screen reader, devono poter interpretare correttamente il contenuto della pagina.

ShieldFont rappresenta dunque un esperimento interessante nella crescente battaglia tra editori, creatori di contenuti e sistemi automatizzati di raccolta dei dati. La sua particolarità sta nel ribaltare l’approccio tradizionale: invece di costruire un muro attorno all’informazione, cerca di fare in modo che persone e macchine leggano due cose diverse.

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