Steam “invisibile” non lo è davvero: così la piattaforma può spiarti lo stesso

La modalità invisibile di Steam è sempre stata vista come una sorta di rifugio digitale: entri, giochi, esplori il negozio o semplicemente resti online senza far sapere nulla a nessuno. Un lusso per chi vuole pace, lontano da messaggi, inviti e occhi indiscreti. O almeno così sembrava.
La realtà è un po’ meno rassicurante.
Dietro le quinte, Steam non smette mai davvero di osservare. A scoprirlo è stato un ricercatore di sicurezza noto con lo pseudonimo xmrcat, che ha individuato una scappatoia capace di rivelare l’attività di un utente anche quando risulta ufficialmente “invisibile”.
Invisibile solo in apparenza
Secondo l’analisi di xmrcat, il client di Steam continua a inviare dati sull’attività dell’account ai server, indipendentemente dallo stato impostato dall’utente. Parliamo di informazioni come accessi, disconnessioni e interazioni con il client, che finiscono nel flusso di dati legato al negozio e ai servizi interni della piattaforma.
Il punto critico è che queste informazioni possono tradire la presenza reale dell’utente, rendendo la modalità stealth meno “stealth” di quanto si creda. Non un bug evidente, ma una conseguenza diretta di come Steam gestisce la sincronizzazione delle attività.

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Chi può davvero spiarti?
C’è però un limite importante, che Valve non ha mancato di sottolineare. I dati in questione non sono pubblici e non possono essere intercettati da chiunque. Le informazioni sull’attività invisibile vengono trasmesse solo alla lista amici, il che significa che un utente casuale non ha alcun modo di sapere cosa stai facendo.
In pratica, se qualcuno scopre che sei online mentre dovresti essere invisibile, è perché è già tuo amico. Un dettaglio che per Valve cambia completamente il peso della questione.
Xmrcat ha segnalato ufficialmente il comportamento all’azienda, ma la risposta è stata piuttosto netta: non si tratta di una vulnerabilità critica. Secondo Valve, il fatto che i dati siano visibili solo agli amici esclude un reale rischio per la sicurezza o la privacy.
Privacy o scelta di design?
La vicenda lascia comunque aperta una domanda scomoda: quanto è davvero “privata” l’esperienza su Steam? Anche senza parlare di exploit o attacchi, emerge chiaramente che alcune funzioni sono più una promessa sociale che una garanzia tecnica assoluta.
La modalità invisibile funziona, sì, ma non nel modo radicale che molti utenti immaginano. E per chi usa Steam come spazio personale, lontano da occhi indiscreti, questa distinzione non è affatto irrilevante.
Nel frattempo, Valve guarda avanti. L’azienda ha già svelato il programma delle vendite Steam per il 2026, che includerà quattro grandi saldi stagionali e almeno 25 festival tematici, segno che l’attenzione resta puntata sull’engagement più che sulla discrezione.
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