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Telegram punta al dominio .gram: siti web direttamente dal messenger

Telegram vuole ampliare i propri confini oltre la messaggistica e punta a ottenere una vera e propria zona di dominio su Internet. La piattaforma ha infatti presentato una richiesta per .gram, un dominio di primo livello che potrebbe aprire nuove possibilità per gli utenti del servizio.

Ad annunciarlo è stato Pavel Durov, fondatore di Telegram, attraverso il suo canale ufficiale. Se la richiesta dovesse ricevere il via libera dell’ICANN, gli utenti potrebbero associare al proprio account indirizzi web personalizzati e utilizzarli per pubblicare contenuti accessibili attraverso il nuovo dominio.

Come funzionerebbero i domini .gram di Telegram

Il progetto prevede un collegamento diretto tra gli username presenti su Telegram e i nuovi domini di secondo livello. Durov ha spiegato il concetto attraverso alcuni esempi: l’account @durov potrebbe ottenere l’indirizzo durov.gram, mentre @monk potrebbe utilizzare monk.gram.

La possibilità sarebbe potenzialmente destinata all’enorme base di utenti del messenger, che secondo quanto dichiarato da Durov conta circa un miliardo di persone.

Il passaggio decisivo resta però l’approvazione dell’ICANN, l’organizzazione internazionale responsabile del coordinamento di diversi elementi fondamentali dell’infrastruttura di Internet, tra cui il sistema dei nomi di dominio.

L’ottenimento di .gram permetterebbe quindi a Telegram di trasformare gli username in qualcosa che va oltre il semplice identificativo utilizzato all’interno dell’app.

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Siti web interattivi creati attraverso Telegram

L’aspetto più interessante del progetto riguarda infatti la possibilità di realizzare siti web interattivi ospitati attraverso Telegram. Secondo Durov, gli utenti potrebbero creare queste pagine in maniera estremamente semplice, arrivando a pubblicarle attraverso l’invio di un messaggio.

Una soluzione del genere renderebbe il confine tra messaggistica, identità digitale e pubblicazione sul web sempre più sottile. Telegram potrebbe così offrire ai propri utenti non soltanto canali, gruppi, bot e profili, ma anche indirizzi web riconoscibili associati direttamente alla loro presenza sulla piattaforma.

Per il momento, tuttavia, si tratta di un progetto subordinato all’approvazione della richiesta per .gram. Le modalità concrete con cui verrebbero assegnati e gestiti i domini potranno essere valutate pienamente soltanto se Telegram otterrà l’autorizzazione necessaria.

Telegram e i rapporti con le autorità russe

L’annuncio arriva mentre in Russia continua il confronto sul funzionamento delle grandi piattaforme di messaggistica. Il deputato della Duma di Stato Sergei Boyarsky ha recentemente sostenuto che le restrizioni applicate a servizi come WhatsApp e Telegram sarebbero legate al rispetto delle normative previste nel Paese.

Secondo Boyarsky, le piattaforme che operano sul territorio russo devono adeguarsi alle regole locali, comprese quelle riguardanti la presenza di rappresentanze nel Paese e la collaborazione nel contrasto alle attività fraudolente.

Dalla Duma sono inoltre emersi riferimenti a negoziati definiti difficili tra le autorità russe e Telegram. Si tratta comunque di una questione distinta dal progetto internazionale relativo al dominio .gram, che dipenderà dal processo di valutazione dell’ICANN.

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