Reuters: anche molti dipendenti Tesla nutrono dubbi sul sistema Full Self-Driving

Una recente indagine condotta da Reuters ha acceso nuovamente i riflettori sul sistema Full Self-Driving (FSD) di Tesla. Secondo quanto emerso, diversi dipendenti coinvolti nell’addestramento e nello sviluppo dell’intelligenza artificiale dell’azienda non sarebbero pienamente convinti dell’affidabilità della tecnologia e non si sentirebbero a proprio agio nell’affidarsi completamente ad essa durante la guida quotidiana.
La questione è particolarmente rilevante perché Tesla promuove da anni il proprio software come una soluzione sempre più vicina alla guida autonoma completa. Tuttavia, le testimonianze raccolte suggeriscono un quadro più complesso rispetto a quello presentato nelle comunicazioni ufficiali.
Dubbi sulle statistiche relative alla sicurezza
Nel corso dell’analisi, i giornalisti hanno confrontato gli incidenti che coinvolgono veicoli Tesla dotati di FSD con dati federali più ampi relativi alla sicurezza stradale. Secondo l’inchiesta, alcune affermazioni dell’azienda potrebbero risultare eccessivamente ottimistiche.
Tesla ha più volte sostenuto che il proprio sistema sia circa dieci volte più sicuro rispetto alla guida tradizionale. Reuters evidenzia però che tale vantaggio potrebbe essere stato sovrastimato e che il divario reale sarebbe significativamente inferiore.
Ex dipendenti hanno inoltre raccontato di aver osservato frequentemente comportamenti problematici del software, soprattutto in situazioni complesse che richiedono una corretta interpretazione dell’ambiente circostante.

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Pedoni, cantieri e mezzi speciali tra le criticità segnalate
Tra le difficoltà riportate figurano errori nel riconoscimento di pedoni, motociclisti, aree di cantiere e veicoli di emergenza o speciali. Alcuni team interni avrebbero analizzato episodi in cui le vetture sono arrivate molto vicine a investire persone, evidenziando come il sistema necessiti ancora di ulteriori miglioramenti.
Secondo le informazioni raccolte, in alcune circostanze il software avrebbe anche superato il limite previsto di 30 km/h dopo l’introduzione di una modalità di guida più aggressiva, alimentando ulteriori interrogativi sul comportamento dell’assistenza alla guida in contesti reali.
Le domande sul progetto Robotaxi
L’indagine si è soffermata anche sul programma Robotaxi, uno dei progetti più ambiziosi di Tesla. Nonostante le dichiarazioni di Elon Musk sull’elevato livello di autonomia raggiunto dalla piattaforma, Reuters sostiene che prima dei test operativi siano stati effettuati lunghi lavori preparatori.
Secondo il rapporto, i percorsi destinati ai robotaxi sarebbero stati analizzati per settimane e numerosi elementi presenti lungo le strade sarebbero stati identificati e contrassegnati manualmente. Un dettaglio che alimenta il dibattito sull’effettiva maturità delle tecnologie di guida autonoma attualmente disponibili.
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