In Svezia parte la campagna anti-truffa più insolita: “Con i truffatori siate pure maleducati”

Per tutta la vita ci hanno insegnato a essere educati, ascoltare chi ci parla e non chiudere bruscamente una telefonata. In Svezia, però, la polizia ha deciso di ribaltare questa regola quando dall’altra parte del telefono potrebbe esserci un truffatore. Il messaggio della nuova campagna nazionale è tanto semplice quanto insolito: “Abbiate il coraggio di essere maleducati“.
L’iniziativa, chiamata Våga vara otrevlig, non vuole naturalmente trasformare gli svedesi in un popolo di maleducati. L’obiettivo è convincere soprattutto le persone con più di 60 anni che interrompere una telefonata sospetta, dire un secco no o rifiutarsi di collaborare con uno sconosciuto non rappresenta una mancanza di rispetto. Quando ci sono soldi e dati personali in gioco, può essere semplicemente una forma di autodifesa.
Il problema ha dimensioni considerevoli. Secondo la polizia svedese, nel 2025 i profitti criminali derivanti dalle frodi hanno raggiunto circa 5,7 miliardi di corone svedesi. Le truffe rivolte agli anziani continuano a rappresentare una delle principali preoccupazioni e quelle telefoniche, note anche come vishing, sono particolarmente diffuse tra le vittime con più di 60 anni.
Le truffe telefoniche sfruttano fiducia, paura e buone maniere
Il meccanismo utilizzato dai criminali è spesso studiato nei minimi dettagli. Tutto può iniziare con un semplice SMS apparentemente inviato da una banca, un’azienda, un’associazione o un ente pubblico. Nel messaggio compare un numero da chiamare per risolvere un presunto problema urgente.
Quando la vittima telefona, entra in gioco l’ingegneria sociale. I truffatori utilizzano copioni preparati per conquistare rapidamente la fiducia dell’interlocutore e, contemporaneamente, aumentare la pressione psicologica. Una transazione sospetta, un conto in pericolo o un problema che richiede un intervento immediato possono diventare il pretesto per convincere la persona a trasferire denaro o fornire informazioni sensibili.
Proprio per questo la campagna insiste su un comportamento apparentemente banale: riagganciare senza sentirsi in colpa. La polizia raccomanda inoltre di non richiamare il numero indicato in un SMS sospetto, ma di cercare autonomamente i recapiti ufficiali dell’organizzazione che sostiene di averci contattato.
Il principio vale anche quando qualcuno si presenta fisicamente alla porta fingendosi, per esempio, un agente. Le autorità ricordano che la polizia non si presenta nelle abitazioni chiedendo di consegnare carte bancarie, oro o altri oggetti di valore con la promessa di custodirli al sicuro.
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Attori e personaggi famosi insegnano agli anziani a dire no
Per rendere il messaggio ancora più efficace, la polizia svedese ha coinvolto alcuni personaggi molto conosciuti nel Paese. Alla campagna 2026 partecipano gratuitamente Suzanne Reuter, Lennart Jähkel, Claes Elfsberg e Christina Schollin, che si aggiungono ad altri volti noti già coinvolti nell’iniziativa precedente.
L’attrice e comica Suzanne Reuter ha spiegato che molte persone della sua generazione sono cresciute con l’idea di dover essere sempre educate e disponibili. Di fronte alle tecniche utilizzate dai truffatori, però, è necessario diventare più diffidenti e avere il coraggio di mettere in discussione ciò che viene raccontato.
Il concetto centrale della campagna è proprio questo: interrompere una conversazione sospetta non significa essere scortesi, ma proteggersi. Non è nemmeno necessario mettersi a discutere con il presunto truffatore. Un rifiuto deciso o una telefonata chiusa immediatamente possono essere molto più efficaci.
Dietro il tono volutamente provocatorio dell’iniziativa c’è quindi un messaggio di sicurezza estremamente concreto. I criminali sfruttano spesso emozioni come paura, urgenza e fiducia nell’autorità per impedire alla vittima di ragionare con calma. Spezzare immediatamente questo meccanismo può togliere al truffatore proprio l’arma più importante: il controllo della conversazione.
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