Gli USA oscurano quasi 400 siti di streaming pirata durante i Mondiali FIFA 2026

Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha avviato una delle più grandi operazioni contro la pirateria online degli ultimi anni, sequestrando quasi 400 nomi di dominio utilizzati per la diffusione illegale delle partite della Coppa del Mondo FIFA 2026. L’intervento, denominato Operation Offsides 2026, punta a interrompere le attività delle reti che sfruttano eventi sportivi di grande richiamo per ottenere profitti attraverso streaming non autorizzati.
L’operazione è stata coordinata dal National Intellectual Property Rights Coordination Center insieme all’HSI Washington e alla Computer Crime and Intellectual Property Section, con il supporto di FIFA, beIN Media Group, NBCUniversal, ACE, UFC, Warner Bros. e numerose autorità internazionali.
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Coinvolti centinaia di domini e diversi Paesi
Oltre al sequestro dei domini, le autorità hanno colpito server e infrastrutture utilizzate per lo streaming illegale in Paesi come Perù, Bulgaria, Croazia, Romania, Polonia e Colombia. Secondo il DOJ, l’obiettivo è ridurre la disponibilità di piattaforme che trasmettono eventi sportivi protetti da copyright senza autorizzazione.
Tra i domini individuati figurano numerosi siti che richiamavano marchi molto conosciuti nel panorama della pirateria sportiva. Alcuni risultavano particolarmente popolari, mentre altri erano semplici cloni o domini riutilizzati per sfruttare il posizionamento sui motori di ricerca.
Non solo siti sportivi
L’elenco comprende anche domini apparentemente estranei allo streaming, come vecchi blog, siti dedicati al fitness o portali ormai abbandonati. Secondo gli analisti, questa pratica è comune tra gli operatori dei siti pirata, che acquistano domini scaduti per beneficiare della loro reputazione online e attirare traffico.
L’indagine è ancora in corso e non è escluso che vengano aggiunti altri domini nei prossimi giorni. Tra quelli già individuati figurano anche alcuni domini .app, suggerendo che l’operazione potrebbe continuare ad ampliarsi mentre proseguono i controlli delle autorità statunitensi.
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