Anthropic nella bufera: il modello Claude Mythos sarebbe utilizzato dalla NSA per operazioni cyber

Anthropic si trova al centro di una nuova controversia dopo alcune indiscrezioni secondo cui il suo avanzato modello di intelligenza artificiale Claude Mythos sarebbe stato messo a disposizione della National Security Agency (NSA) statunitense per attività legate alla cybersicurezza. A riportarlo è il Financial Times, che cita fonti vicine al dossier.
Secondo quanto emerso, Mythos viene considerato uno dei sistemi di IA più sofisticati nel settore della sicurezza informatica. La piattaforma sarebbe in grado di individuare un numero elevatissimo di vulnerabilità critiche presenti in software ampiamente utilizzati, una capacità che ha spinto Anthropic a limitarne fortemente l’accesso per evitare possibili abusi.
Le accuse sul possibile utilizzo da parte della NSA
Le fonti citate dal quotidiano britannico sostengono che la NSA potrebbe sfruttare le funzionalità di Claude Mythos per identificare e analizzare punti deboli all’interno delle infrastrutture digitali di paesi considerati strategicamente sensibili, tra cui Cina e Iran. In questo scenario, l’intelligenza artificiale verrebbe utilizzata per accelerare attività di ricerca e valutazione delle vulnerabilità presenti nei sistemi informatici.
Ad alimentare ulteriormente il dibattito è la conferma che Anthropic avrebbe assegnato all’agenzia governativa un gruppo di circa sei Forward Deployed Engineers, professionisti specializzati nell’implementazione e nell’ottimizzazione dei modelli di IA per esigenze specifiche dei clienti.
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Quale ruolo hanno gli ingegneri di Anthropic?
Resta tuttavia poco chiaro il coinvolgimento effettivo del personale dell’azienda nelle eventuali attività operative. Al momento non esistono informazioni che confermino una partecipazione diretta degli ingegneri a operazioni informatiche della NSA. Le fonti parlano piuttosto di un supporto tecnico destinato all’integrazione e alla personalizzazione del modello.
Anthropic non ha ancora fornito dettagli pubblici sul modo in cui Claude Mythos venga utilizzato all’interno dell’agenzia, lasciando aperti numerosi interrogativi sul rapporto tra aziende di intelligenza artificiale e apparati governativi impegnati nella sicurezza nazionale.
La vicenda riaccende inoltre il dibattito sui limiti etici dell’intelligenza artificiale avanzata e sul rischio che strumenti progettati per migliorare la sicurezza possano essere impiegati anche in contesti offensivi o di intelligence digitale.
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