Apple vola a ricavi record nel 2026, ma la crisi delle memorie minaccia Mac e iPad

Apple ha chiuso l’anno fiscale 2026 con ricavi record per circa 479 miliardi di dollari, ma dietro i numeri da primato si nasconde una difficoltà che potrebbe avere conseguenze concrete anche per chi acquista i suoi prodotti: le memorie RAM e i chip di archiviazione costano sempre di più e sono più difficili da reperire. La società ha avvertito che il problema continuerà a pesare sui margini e sulla disponibilità di alcuni dispositivi durante il trimestre natalizio.
I risultati annunciati il 2 novembre 2026 mostrano un’azienda ancora in forte crescita, soprattutto grazie agli iPhone. Tuttavia, la pressione sui costi dei componenti, gli investimenti nell’intelligenza artificiale e alcuni vincoli produttivi stanno complicando la gestione della catena di fornitura. La domanda per il trimestre che precede le festività è quindi inevitabile: Apple riuscirà a mantenere la disponibilità dei prodotti senza nuovi rincari?
Apple chiude il 2026 con ricavi da record
Nel quarto trimestre dell’anno fiscale 2026, concluso il 26 settembre, Apple ha registrato 114,5 miliardi di dollari di fatturato, in crescita del 12% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Si tratta di un nuovo massimo per il trimestre di settembre. L’utile per azione diluito è salito a 2,10 dollari, con un incremento del 14%.
Il bilancio dell’intero esercizio è ancora più significativo: circa 479 miliardi di dollari di ricavi, il valore più alto mai raggiunto dalla società. Il direttore finanziario Kevan Parekh ha indicato anche un flusso di cassa operativo di circa 28 miliardi di dollari nel trimestre, sottolineando la capacità di Apple di generare liquidità nonostante i maggiori investimenti.
Il margine lordo complessivo del trimestre è stato del 47,9%, sostenuto anche da un beneficio straordinario legato a rimborsi tariffari. È un dettaglio importante: senza questi effetti favorevoli, la pressione dei costi industriali sarebbe risultata ancora più evidente.
iPhone traina le vendite, mentre Mac e iPad seguono strade diverse
Il comparto iPhone ha generato circa 57,6 miliardi di dollari nel trimestre, con una crescita del 17% rispetto all’anno precedente. Le vendite dei nuovi modelli hanno contribuito a stabilire un record per il periodo di settembre, anche se alcuni prodotti hanno incontrato limiti di disponibilità.
I Mac hanno raggiunto circa 10,8 miliardi di dollari di ricavi, in aumento del 24%. È un risultato particolarmente rilevante perché ottenuto nonostante le difficoltà di approvvigionamento. Gli iPad, invece, si sono fermati a circa 6,2 miliardi di dollari, con una flessione del 10% su base annua.
Anche i Servizi, che comprendono attività come App Store, abbonamenti e altri prodotti digitali, hanno raggiunto un nuovo massimo storico. La crescita del software e dei servizi è strategica perché permette ad Apple di diversificare le entrate, riducendo almeno in parte la dipendenza dalle vendite di dispositivi fisici.
La crisi delle memorie preoccupa Apple: cosa sta succedendo
Durante la presentazione dei risultati, il CEO John Ternus ha descritto l’andamento dei prezzi delle memorie come una situazione senza precedenti. Il costo di questi componenti era già aumentato nel trimestre di settembre, ma Apple prevede ulteriori rincari nel periodo ottobre-dicembre e anche successivamente.
La domanda di memorie non arriva soltanto da smartphone e computer. Data center e infrastrutture per l’intelligenza artificiale assorbono grandi quantità di componenti, contribuendo a una competizione più intensa per la capacità produttiva. Per i produttori di elettronica di consumo diventa così più difficile acquistare grandi volumi alle condizioni economiche precedenti.
Apple ha spiegato di aver attenuato parte dell’impatto utilizzando scorte acquistate quando i prezzi erano più bassi e beneficiando di costi inferiori per altri componenti. Questi vantaggi, però, sono destinati a diminuire nel tempo: le nuove forniture di memoria continueranno a essere più costose.
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Mac e iPad potrebbero essere più difficili da trovare a Natale
Oltre ai prezzi, il problema riguarda la disponibilità effettiva dei prodotti. Apple prevede che nel trimestre di dicembre alcuni modelli Mac e iPad possano subire limitazioni nelle consegne, principalmente a causa delle memorie. La domanda superiore alle attese rende il quadro ancora più complicato.
Questo non significa che tutti i computer e tablet Apple saranno introvabili. Significa piuttosto che alcune configurazioni potrebbero avere tempi di consegna più lunghi, soprattutto quando richiedono quantità maggiori di memoria o particolari combinazioni di componenti.
Per migliorare la situazione, l’azienda sta rafforzando gli accordi con i fornitori. Nel corso della conference call è stato indicato un aumento di circa 33 miliardi di dollari degli impegni di acquisto per la produzione fra giugno e settembre: un segnale di quanto Apple stia cercando di assicurarsi capacità e materiali in anticipo.
Prezzi di iPhone, Mac e iPad: arriveranno altri aumenti?
Il rischio più evidente per i consumatori riguarda il prezzo finale. Apple ha già applicato rincari su diversi prodotti, tra cui Mac, iPad e iPhone, nel corso del 2026. L’azienda ha spiegato che questi adeguamenti hanno contribuito ad assorbire una parte dell’aumento dei costi.
Alla domanda se possano arrivare ulteriori rincari, i dirigenti non hanno fornito una conferma né un’esclusione categorica. Non esiste quindi un nuovo aumento di prezzo annunciato ufficialmente per tutti i dispositivi. Il fatto che i costi delle memorie siano destinati a salire, però, mantiene aperta questa possibilità.
Le conseguenze dipenderanno dalla capacità di Apple di negoziare con i fornitori, dalla disponibilità di scorte e dalla scelta di assorbire i maggiori costi nei margini oppure trasferirne una parte ai clienti. In ogni caso, non sarebbe corretto interpretare l’allarme sulle memorie come la prova di un imminente rincaro generalizzato.
I margini di Apple sono destinati a diminuire
La società prevede per il trimestre di dicembre un margine lordo compreso fra il 45% e il 46%, inferiore al 47,9% registrato nel trimestre precedente. La pressione deriva principalmente dal maggior costo delle memorie, ma contribuiscono anche le spese associate ai servizi di intelligenza artificiale.
È una previsione importante perché dimostra che un fatturato record non garantisce automaticamente una redditività in crescita nella stessa misura. Apple può continuare a vendere molti iPhone e Mac, ma deve sostenere costi più elevati per realizzarli e per mantenere attivi i nuovi servizi.
Il gruppo prevede comunque una crescita dei ricavi del 10-12% nel trimestre natalizio. La sfida sarà bilanciare la domanda elevata con una catena produttiva meno flessibile e con componenti sempre più costosi.
Che cosa cambia per chi vuole acquistare un prodotto Apple
Se stai pensando di comprare un Mac o un iPad nelle prossime settimane, il dato da controllare non è soltanto il prezzo di listino, ma anche la disponibilità della configurazione desiderata. Tagli di memoria e capacità di archiviazione diversi potrebbero avere tempi di consegna differenti.
Per gli iPhone, invece, non è stato annunciato un aumento generalizzato imminente collegato direttamente a questi risultati. Conviene quindi evitare acquisti affrettati basati soltanto su indiscrezioni. Un confronto fra prezzi reali, promozioni e tempi di consegna resta più utile di qualsiasi previsione non confermata.
Il bilancio 2026 racconta così due realtà contemporanee: Apple è più grande che mai per fatturato, ma non è immune alla crisi globale delle memorie. I prossimi mesi chiariranno quanto questa pressione si tradurrà in consegne più lente, margini più bassi o eventuali nuovi adeguamenti dei prezzi.
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