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Atlas cambia la propria batteria: il robot di Boston Dynamics punta a lavorare senza interruzioni

Un robot umanoide capace di lavorare per ore in fabbrica deve affrontare un problema molto concreto: prima o poi, la batteria si scarica. Boston Dynamics ha introdotto su Atlas una soluzione pensata proprio per ridurre questa dipendenza, permettendo al robot di sostituire autonomamente la propria batteria.

Quando rileva che l’energia disponibile sta per esaurirsi, Atlas può raggiungere da solo una stazione dedicata, rimuovere la batteria scarica, installarne una carica e quindi tornare alla propria postazione. L’intero procedimento richiede meno di tre minuti, contro i circa 90 minuti necessari per una ricarica completa.

La novità non rende Atlas completamente indipendente dall’infrastruttura e dalla manutenzione umana, ma potrebbe eliminare uno dei principali tempi morti dei robot elettrici destinati a fabbriche e magazzini.

Una batteria sostituita in meno di tre minuti

L’autonomia rappresenta un limite importante per qualsiasi robot elettrico progettato per affrontare turni di lavoro prolungati. Atlas può operare per circa quattro ore in condizioni normali, mentre nelle attività particolarmente impegnative l’autonomia può scendere a circa due ore.

Con una tradizionale ricarica, il robot dovrebbe quindi restare fermo per un periodo considerevole. La sostituzione automatica della batteria cambia invece il modo in cui può essere organizzata la sua giornata lavorativa.

Quando è necessario recuperare energia, Atlas raggiunge la stazione predisposta per lo scambio, esegue autonomamente l’operazione e torna al punto in cui stava lavorando. In questo modo, l’interruzione può essere ridotta a pochi minuti.

È una caratteristica particolarmente interessante negli ambienti industriali, dove anche la disponibilità operativa delle macchine contribuisce alla produttività complessiva. Il sistema, naturalmente, richiede batterie aggiuntive e un’infrastruttura dedicata allo scambio.

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Il nuovo Atlas è completamente elettrico

La capacità di cambiare autonomamente la batteria fa parte dell’evoluzione di Atlas verso un robot pensato espressamente per applicazioni industriali.

Boston Dynamics aveva ritirato nell’aprile 2024 la precedente versione idraulica di Atlas, presentando poco dopo una nuova generazione completamente elettrica. Il passaggio all’elettrico ha segnato un’importante trasformazione del progetto, con un’attenzione crescente verso l’impiego concreto in fabbriche e altri ambienti produttivi.

Il nuovo Atlas è alto circa 1,9 metri e pesa approssimativamente 90 chilogrammi. Può trasportare in maniera continuativa carichi fino a 30 chilogrammi e, per periodi più brevi, sollevare fino a 50 chilogrammi.

Per muoversi e interagire con l’ambiente dispone inoltre di telecamere con visione a 360 gradi e di sensori tattili nelle mani. Questi strumenti servono al robot per individuare gli oggetti, manipolarli e adattare il proprio comportamento alle condizioni incontrate durante il lavoro.

Intelligenza artificiale per adattarsi all’ambiente

L’autonomia di Atlas non riguarda soltanto l’alimentazione. Un altro elemento centrale del progetto è l’impiego di intelligenza artificiale e machine learning, con l’obiettivo di superare un modello basato esclusivamente su sequenze di movimenti rigidamente predefinite.

In un ambiente industriale, infatti, la posizione degli oggetti può cambiare e possono presentarsi condizioni diverse da quelle previste inizialmente. Per essere realmente utile, un robot umanoide deve quindi essere in grado di riconoscere ciò che accade attorno a sé e modificare di conseguenza le proprie azioni.

L’obiettivo di Boston Dynamics è aumentare progressivamente questa autonomia, riducendo la necessità che un operatore controlli costantemente ogni singolo movimento del robot.

Il cambio automatico della batteria si inserisce nella stessa direzione: non aggiunge semplicemente autonomia energetica, ma permette ad Atlas di gestire autonomamente anche una delle interruzioni inevitabili durante un turno.

Verso robot capaci di affrontare turni più lunghi

Atlas non può comunque lavorare indefinitamente senza supporto. Il sistema continua a dipendere dalla disponibilità di batterie cariche, dalle stazioni predisposte per lo scambio e dalle normali operazioni periodiche di manutenzione.

Il vantaggio è soprattutto operativo. Invece di immobilizzare il robot durante una lunga ricarica o richiedere a una persona di intervenire ogni volta che la batteria si esaurisce, lo scambio può diventare parte del normale ciclo di lavoro.

La nuova generazione di Atlas è destinata a essere sperimentata in contesti industriali, con Hyundai tra i protagonisti dei primi impieghi e una collaborazione tecnologica con Google DeepMind sul fronte dell’intelligenza artificiale.

Se sistemi come il cambio autonomo della batteria dimostreranno di essere affidabili anche nell’utilizzo industriale continuativo, i robot umanoidi potranno trascorrere una quota maggiore del turno svolgendo effettivamente le proprie attività. Per Atlas, la capacità di occuparsi autonomamente della propria energia rappresenta quindi un altro passo verso un impiego più concreto nelle fabbriche del futuro.

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