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Google testa un’IA capace di controllare lo smartphone dell’utente

Google accelera sul fronte degli assistenti intelligenti con l’evoluzione di Project Astra, un’iniziativa che punta a consentire alle IA di eseguire azioni concrete per conto dell’utente. Secondo quanto emerso da recenti analisi del codice dell’app Google, la tecnologia potrebbe presto superare la fase sperimentale e arrivare a interagire direttamente con l’interfaccia degli smartphone.

L’obiettivo è ambizioso: permettere all’assistente Gemini di completare operazioni reali come effettuare acquisti online, prenotare servizi o chiamare un taxi, agendo sullo schermo al posto dell’utente. Non si tratterebbe quindi di semplici suggerimenti, ma di una vera e propria automazione delle azioni.

Una funzione nascosta chiamata “Screen Automation”

Nella versione beta dell’app Google è stata individuata una funzione interna nota con il nome in codice bonobo. In vista del rilascio pubblico, la denominazione più probabile sarebbe Screen Automation, ovvero “Automazione dello schermo”. Al momento, i riferimenti portano soltanto a una pagina di supporto di Gemini, segnale che lo sviluppo è ancora in una fase iniziale.

Questa tecnologia consentirebbe all’IA di navigare tra app e menu, riconoscere gli elementi visivi sul display e compiere azioni in autonomia. Una svolta che potrebbe cambiare il modo in cui gli utenti interagiscono quotidianamente con il proprio dispositivo mobile.

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Responsabilità e controllo restano all’utente

Al primo avvio della funzione, Google prevede di mostrare un avviso esplicito: l’utente dovrà monitorare attentamente ciò che l’IA fa sullo schermo. L’azienda chiarisce che l’assistente può commettere errori e che la responsabilità finale delle azioni eseguite rimane sempre del proprietario dello smartphone.

Questo approccio evidenzia come, nonostante i progressi, l’automazione completa non sia ancora priva di rischi. Google sembra quindi voler mantenere un equilibrio tra innovazione e cautela.

Privacy e dati sensibili sotto osservazione

Un altro tema centrale è quello della privacy. Con l’attivazione della funzione Keep Activity, alcune schermate catturate durante l’uso dell’IA potrebbero essere analizzate da moderatori umani per migliorare il servizio. Per questo motivo, Google consiglia di evitare l’inserimento di dati sensibili, come informazioni di pagamento, mentre l’agente IA è operativo.

Resta da capire se in futuro Gemini sarà in grado di riconoscere automaticamente campi critici e sospendere le proprie attività in modo autonomo. Un dettaglio che potrebbe fare la differenza nell’adozione su larga scala di questa tecnologia.

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