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Googlebook è arrivato: cos’è il nuovo portatile Google e cosa cambia rispetto ai Chromebook

Google vuole che il passaggio dallo smartphone al computer diventi naturale quanto aprire la stessa app su due schermi diversi. È questa l’idea dietro Googlebook, la nuova famiglia di portatili che combina elementi di Android e ChromeOS, mette Gemini al centro dell’esperienza e punta su una collaborazione più stretta con i telefoni Android.

I primi cinque modelli sono già disponibili per il preordine nei mercati annunciati. Negli Stati Uniti i prezzi partono da 899 dollari e l’arrivo nei negozi è previsto dal 4 ottobre 2026. Google ha indicato il 5 ottobre per alcuni altri Paesi, ma l’Italia non compare nell’elenco iniziale: al momento non c’è quindi un prezzo ufficiale italiano da comunicare.

Cos’è un Googlebook e perché Google lo ha creato

Un Googlebook è un portatile progettato per sfruttare le app Android, le funzioni di Chrome e gli strumenti di Gemini in un’unica esperienza. L’obiettivo più interessante, però, è la continuità con lo smartphone: Google presenta la possibilità di ritrovare sul computer app e file del telefono, riducendo i passaggi necessari per riprendere un’attività su uno schermo più grande.

È una proposta che può attirare chi usa già Android, Gmail, Google Drive e le altre app dell’ecosistema Google ogni giorno. Resta da capire quanto questa integrazione risulterà fluida nell’uso prolungato e come si comporteranno le singole app su un’interfaccia da portatile. Le dimostrazioni raccontano cosa Google intende offrire; saranno le prove dei prodotti in vendita a mostrare come funziona nella pratica.

L’altra differenza evidente è Gemini integrato nel sistema. Con Magic Pointer, muovendo il cursore si possono richiamare suggerimenti contestuali dell’assistente. Google mostra, per esempio, come partire da una data presente in un’email per organizzare un appuntamento, oppure selezionare immagini e chiedere un’elaborazione. Ci sono anche widget personalizzabili tramite richieste in linguaggio naturale.

Tra le funzioni presentate figura Rambler, pensata per trasformare un discorso spontaneo, con pause e correzioni, in un testo più ordinato. È facile immaginare l’utilità di uno strumento simile per preparare un’email o riassumere appunti dettati a voce. Anche qui, efficacia e limiti andranno valutati fuori dalle dimostrazioni.

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Cinque modelli al debutto, ma cosa succede ai Chromebook?

La prima gamma comprende portatili realizzati da Acer, ASUS, Dell, HP e Lenovo. Google li colloca nella fascia premium: si parte da 899 dollari negli Stati Uniti e l’acquisto include 12 mesi di Google AI Pro. I cinque dispositivi condividono la nuova impostazione software, pur offrendo dimensioni e caratteristiche hardware differenti. Acer propone il convertibile della famiglia, utilizzabile anche in modalità tablet.

Questo posizionamento spiega perché, almeno per ora, Googlebook e Chromebook possono convivere. I Chromebook restano una scelta già presente sul mercato per chi cerca un computer basato su ChromeOS, anche in fasce di prezzo più accessibili. Googlebook si rivolge invece a chi vuole un portatile premium costruito attorno all’integrazione con Android e alle nuove funzioni di Gemini. Google continua inoltre a presentare e aggiornare la linea Chromebook: non ha annunciato che i modelli esistenti verranno sostituiti dai Googlebook.

Per un utente italiano interessato all’acquisto, la domanda immediata è più semplice: quando arriveranno da noi e quanto costeranno? Google ha confermato l’avvio delle vendite negli Stati Uniti il 4 ottobre e, il giorno successivo, in Canada, Regno Unito, Irlanda, Francia, Germania e Australia. Per l’Italia bisognerà attendere un annuncio specifico.

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