Instagram pagherà i video lunghi? Mosseri svela i piani

Instagram si prepara a cambiare una delle regole non scritte della sua economia: i video lunghi potrebbero finalmente diventare una fonte di guadagno diretto per i creator. Adam Mosseri, responsabile della piattaforma di Meta, ha confermato che il social sta studiando diversi sistemi di pagamento per chi pubblicherà contenuti di lunga durata. La dichiarazione arriva mentre Instagram sperimenta Features, un nuovo formato orizzontale che può arrivare, nei test, fino a 90 minuti.
C’è però una distinzione fondamentale: Instagram non ha ancora annunciato un programma generale di monetizzazione dei video lunghi, né percentuali di ricavi pubblicitari da condividere con gli autori. Mosseri ha parlato di possibilità allo studio, non di pagamenti già garantiti a chi carica un filmato. Ed è proprio questo il nodo che potrebbe decidere se la sfida a YouTube avrà successo.
Instagram Features: arrivano i video orizzontali fino a 90 minuti
La novità si chiama Features e segna un cambio di direzione per una piattaforma che negli ultimi anni ha costruito gran parte della propria identità intorno ai Reels verticali e di breve durata. Con il nuovo formato, Instagram vuole ospitare interviste, podcast, documentari, approfondimenti, vlog e contenuti episodici senza obbligare i creator a spezzarli in numerosi video.
La durata massima di 90 minuti è una delle configurazioni in sperimentazione e non deve essere considerata un limite definitivo già disponibile per tutti. La fase iniziale coinvolge un gruppo ristretto di creator negli Stati Uniti, dopo prove condotte in Brasile. Instagram ha spiegato che l’accesso sarà ampliato gradualmente, ma non ha comunicato una data per la distribuzione generale.
Il formato privilegia i video orizzontali, più adatti anche alla visione su televisore. Non si tratta semplicemente di aumentare la durata di un Reel: Instagram sta cercando di costruire un percorso che accompagni il pubblico dai contenuti brevi agli episodi completi, mantenendo la riproduzione all’interno della propria piattaforma.
Adam Mosseri conferma: stiamo studiando come pagare i creator
La questione economica è esplosa subito dopo l’annuncio di Features. Numerosi creator hanno chiesto perché dovrebbero pubblicare su Instagram un video che su YouTube può generare entrate pubblicitarie. Mosseri è intervenuto su Threads per chiarire che il sistema non è stato ancora lanciato completamente e che il lavoro richiederà tempo.
Il dirigente ha riconosciuto che la sostenibilità economica è essenziale e ha confermato che Instagram sta esplorando più possibilità per permettere agli autori di contenuti lunghi di essere retribuiti. La risposta, tuttavia, non specifica importi, criteri di accesso, soglie minime di visualizzazioni o una data di partenza.
Meta ha indicato tre possibili fonti di guadagno: collaborazioni con i brand, pagamenti dei fan e incentivi economici erogati dalla piattaforma, anche in relazione alle prestazioni dei contenuti. Si tratta di opzioni ancora in valutazione per il nuovo formato. Alcuni accordi diretti con creator coinvolti nei test non equivalgono a un programma aperto a tutti.
Perché Instagram non paga i video come YouTube?
La differenza con YouTube è evidente. Gli autori ammessi al Programma partner di YouTube possono ricevere una quota dei ricavi pubblicitari generati dai propri video. Per gli annunci sulle pagine di visualizzazione dei video lunghi, la quota prevista dalle condizioni standard è il 55% dei ricavi pubblicitari netti riconosciuti. Instagram non ha annunciato un meccanismo equivalente per Features.
Durante un’intervista al programma Colin and Samir, Mosseri ha spiegato che su Instagram i creator vengono remunerati principalmente attraverso accordi commerciali con le aziende, mentre una parte più piccola riceve denaro direttamente dai fan o tramite programmi di incentivi. Il responsabile del social ha inoltre riconosciuto che alcuni pagamenti legati alle prestazioni hanno costi superiori ai ritorni economici che producono.
In sostanza, per Meta non basta pagare un autore per ottenere più video: i nuovi contenuti devono generare un incremento di pubblico e ricavi tale da giustificare la spesa. Mosseri ha sottolineato che un programma di incentivi che perde sistematicamente denaro non può essere ampliato senza limiti.
Questa difficoltà diventa ancora più importante quando si passa dai Reels a filmati di mezz’ora o più. Un contenuto lungo richiede spesso sceneggiatura, riprese, montaggio, attrezzature e lavoro di squadra. Senza una prospettiva di guadagno chiara, molti professionisti potrebbero preferire continuare a pubblicarlo su YouTube.
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I Reels diventeranno l’anteprima dei video completi
Instagram sta sperimentando anche un collegamento diretto tra i contenuti brevi e quelli lunghi. Un creator potrà pubblicare estratti sotto forma di Reels e indirizzare gli spettatori al video integrale di Features. In alcuni test si parla della possibilità di associare fino a otto clip a un unico filmato.
Per capire l’utilità di questa soluzione basta pensare a un’intervista di un’ora. Oggi molti autori condividono un estratto su Instagram e invitano il pubblico a cercare la puntata completa altrove. Con Features, invece, il passaggio potrebbe avvenire senza abbandonare Instagram.
È un vantaggio per la piattaforma, che può trattenere gli utenti più a lungo, ma anche un’opportunità per i creator di raggiungere persone che non li seguono già su YouTube. Resta da vedere se la visibilità aggiuntiva sarà sufficiente a compensare l’eventuale mancanza di entrate dirette.
Instagram vuole conquistare anche la televisione
Il ritorno ai video lunghi non riguarda soltanto lo smartphone. Meta sta espandendo la propria esperienza televisiva, Instagram for TV, dopo i primi passi su dispositivi Fire TV, Google TV e televisori Samsung. Negli Stati Uniti è stata annunciata anche la disponibilità su Apple TV.
La logica è competere per il tempo trascorso davanti allo schermo più grande della casa. Un Reel verticale di pochi secondi può funzionare bene mentre si scorre il telefono, ma podcast video, spettacoli e serie a episodi si prestano a sessioni di visione molto più lunghe.
Instagram sta inoltre lavorando a strumenti per organizzare i contenuti in serie e migliorare la scoperta delle dirette. In prospettiva, lo smartphone potrebbe servire anche come telecomando per controllare i video riprodotti sulla TV. Non tutte queste funzioni sono già disponibili ovunque.
Il precedente IGTV e la sfida di non ripetere gli stessi errori
L’idea di ospitare filmati lunghi non è completamente nuova. Instagram aveva già tentato questa strada con IGTV, lanciato nel 2018 e successivamente abbandonato come prodotto autonomo. Il progetto non era riuscito a diventare il riferimento principale per gli autori di video di lunga durata.
Con Features, Meta prova a ripartire da un contesto diverso. Oggi i Reels offrono un sistema di distribuzione molto esteso e la piattaforma può sfruttare la scoperta dei contenuti brevi per promuovere quelli più impegnativi. Ma il precedente IGTV ricorda che avere milioni di utenti non basta per costruire un ecosistema video sostenibile.
Per convincere i creator a trasferire una parte consistente del proprio lavoro servono strumenti di pubblicazione affidabili, buone statistiche, visibilità e soprattutto un modello economico comprensibile. È qui che YouTube conserva un vantaggio costruito in anni di rapporti con autori e inserzionisti.
Quando arriverà la monetizzazione dei video lunghi in Italia?
Al 29 ottobre 2026 non esiste una data ufficiale per l’apertura di Features a tutti gli utenti italiani. Non sono stati annunciati nemmeno requisiti per la monetizzazione, tariffe per visualizzazione, quote pubblicitarie o procedure di adesione a un programma dedicato ai video lunghi.
Chi crea contenuti in Italia può quindi considerare Features come una novità da seguire, non ancora come una fonte di reddito certa. I possibili guadagni dipenderanno dalle decisioni di Meta e dalle condizioni che verranno eventualmente pubblicate nei prossimi mesi.
La posta in gioco è importante: se Instagram riuscisse a collegare l’enorme pubblico dei Reels a video lunghi capaci di remunerare gli autori, potrebbe cambiare il modo in cui interviste, podcast e produzioni originali vengono distribuiti sui social. Se invece i pagamenti resteranno vaghi o limitati a pochi accordi individuali, molti creator potrebbero continuare a usare Instagram soltanto per pubblicizzare i video ospitati su YouTube.
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