L’ONU avverte sui rischi dell’intelligenza artificiale: “Può minacciare l’umanità”

Lo sviluppo di sistemi di intelligenza artificiale sempre più avanzati potrebbe rappresentare un rischio non soltanto per il mercato del lavoro o per la sicurezza digitale, ma potenzialmente per l’intera umanità. A rilanciare l’allarme è Volker Türk, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani.
Türk ha dichiarato di condividere le preoccupazioni espresse da alcuni esponenti dell’industria tecnologica sui possibili rischi esistenziali legati all’IA avanzata. Una posizione che si inserisce in un dibattito internazionale sempre più acceso, nel quale alle straordinarie opportunità offerte dalla tecnologia si affiancano interrogativi sulle conseguenze di sistemi progressivamente più potenti.
Volker Türk condivide i timori sull’IA avanzata
In un intervento pubblicato su X, l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani ha affermato di condividere le preoccupazioni provenienti dallo stesso settore tecnologico sulla possibilità che forme avanzate di intelligenza artificiale possano arrivare a costituire una minaccia per l’esistenza dell’umanità.
Il messaggio non significa che uno scenario del genere sia considerato inevitabile. Si tratta piuttosto di un rischio potenziale, inserito nel più ampio confronto sulla necessità di accompagnare lo sviluppo dell’IA con adeguate forme di controllo, sicurezza e tutela dei diritti.
La questione è diventata particolarmente rilevante con il rapido miglioramento dei modelli di intelligenza artificiale. Il dibattito non riguarda più soltanto l’automazione di singole attività, ma anche la possibilità futura di realizzare sistemi capaci di affrontare una gamma estremamente ampia di compiti cognitivi.
Proprio sulle possibili conseguenze di questa evoluzione si sono pronunciati negli ultimi mesi imprenditori, ricercatori e intellettuali, spesso arrivando a previsioni molto differenti tra loro.

Leggi anche:
Le previsioni di Elon Musk sul futuro dell’intelligenza artificiale
Tra le figure che hanno espresso le previsioni più ambiziose sul progresso dell’IA c’è Elon Musk. A luglio l’imprenditore statunitense ha sostenuto che, nell’arco di cinque anni, l’intelligenza artificiale potrebbe arrivare a superare le capacità intellettive complessive dell’umanità.
Si tratta di una previsione sul futuro, non di un risultato già dimostrato. Le tempistiche con cui l’IA potrebbe raggiungere determinati livelli di capacità rimangono infatti oggetto di discussione e non esiste una data universalmente accettata.
Secondo Musk, inoltre, intorno al 2036 robot e sistemi basati sull’intelligenza artificiale potrebbero diventare capaci di svolgere gran parte delle attività oggi affidate agli esseri umani, sia sul piano fisico sia su quello intellettuale.
In uno scenario simile, secondo la sua visione, il lavoro potrebbe progressivamente smettere di essere una necessità economica per diventare una scelta volontaria. Anche in questo caso si tratta di un’ipotesi sul possibile impatto futuro dell’automazione e non di una previsione certa.
Harari mette in discussione le previsioni di Musk
Ad agosto è intervenuto nel dibattito anche lo storico e scrittore israeliano Yuval Noah Harari, che ha evidenziato quella che considera una contraddizione nelle dichiarazioni di Musk sul futuro dell’intelligenza artificiale.
Secondo Harari, da una parte Musk ipotizza che entro circa dieci anni l’IA possa acquisire un livello di potere tale da arrivare persino a controllare il mondo; dall’altra continua a discutere di problemi e scenari destinati, secondo le sue stesse previsioni, a verificarsi diversi decenni più avanti.
Il confronto mostra quanto sia difficile formulare previsioni affidabili sull’evoluzione di una tecnologia che sta avanzando rapidamente. Gli scenari più estremi, compresa una possibile minaccia esistenziale, rimangono ipotesi discusse e controverse, non eventi inevitabili.
L’intervento di Volker Türk porta però nuovamente il tema sul piano istituzionale: mentre aziende e laboratori continuano a sviluppare sistemi sempre più sofisticati, il confronto internazionale riguarda anche quali regole e garanzie siano necessarie affinché il progresso dell’intelligenza artificiale rimanga compatibile con la sicurezza e con la tutela dei diritti umani.
Ti potrebbe interessare:
Segui guruhitech su:
- Google News: bit.ly/gurugooglenews
- Telegram: t.me/guruhitech
- Facebook: facebook.com/guruhitechfb
- Instagram: instagram.com/guruhitech_official/
- X (Twitter): x.com/guruhitech1
- Bluesky: bsky.app/profile/guruhitech.bsky.social
- Rumble: rumble.com/user/guruhitech
- VKontakte: vk.com/guruhitech
- MeWe: mewe.com/i/guruhitech
- Skype: live:.cid.d4cf3836b772da8a
- WhatsApp: bit.ly/whatsappguruhitech
Esprimi il tuo parere!
Che ne pensi di questa notizia? Lascia un commento nell’apposita sezione che trovi più in basso e se ti va, iscriviti alla newsletter.
Per qualsiasi domanda, informazione o assistenza nel mondo della tecnologia, puoi inviare una email all’indirizzo [email protected].
Scopri di più da GuruHiTech
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.
