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Mercato smartphone in crisi: spedizioni ai minimi da 14 anni, ma Apple conquista un record

Il mercato degli smartphone ha registrato un crollo che non si vedeva da 14 anni. Nel terzo trimestre del 2026 le spedizioni mondiali sono diminuite del 20% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, scendendo al livello più basso per un terzo trimestre dal 2012. È quanto emerge dalle stime preliminari di Counterpoint Research, che descrivono un settore penalizzato dal rincaro dei componenti e da una domanda sempre più prudente. In mezzo a questa crisi, però, Apple ha raggiunto una quota di mercato record del 22%, pur spedendo meno iPhone rispetto al 2025.

Samsung conserva la prima posizione con il 23% del mercato globale, appena un punto percentuale sopra Apple. Il risultato non significa che gli smartphone Apple abbiano registrato un aumento delle spedizioni: la quota può crescere anche quando le unità distribuite diminuiscono, se il resto del mercato arretra più rapidamente.

Perché le spedizioni di smartphone sono crollate del 20%

La causa principale della contrazione è la crisi dei chip di memoria. La domanda di componenti destinati ai data center e alle infrastrutture per l’intelligenza artificiale ha contribuito a ridurre la disponibilità di memorie per altri settori, compreso quello degli smartphone. Per i produttori significa affrontare costi più elevati e una pianificazione delle forniture molto più complicata.

Quando il prezzo delle memorie aumenta, costruire uno smartphone diventa più costoso. Alcune aziende trasferiscono parte degli aumenti sul prezzo finale, altre riducono i volumi o concentrano gli investimenti sui dispositivi che garantiscono margini più alti. Il risultato è un mercato in cui i modelli economici soffrono più dei prodotti premium.

Anche le abitudini di acquisto stanno cambiando. Se il tuo telefono funziona ancora bene, potresti preferire utilizzarlo per un altro anno anziché sostituirlo subito. Counterpoint segnala infatti che i consumatori mantengono i dispositivi più a lungo e prendono sempre più in considerazione gli smartphone ricondizionati.

È importante distinguere le spedizioni dalle vendite effettive ai clienti: le prime indicano i dispositivi inviati ai canali commerciali e non coincidono necessariamente con quelli acquistati dagli utenti nello stesso periodo. Il calo del 20% riguarda quindi le spedizioni mondiali, non un conteggio diretto degli acquisti al dettaglio.

Samsung resta prima, ma Apple non è mai stata così vicina

Nella classifica mondiale del terzo trimestre 2026, Samsung mantiene il primato con il 23% delle spedizioni. La casa coreana ha limitato la flessione delle proprie unità al 3% rispetto a un anno prima, grazie anche alla domanda per i pieghevoli della serie Galaxy Z Fold8 e a una disponibilità relativamente stabile dei componenti per la fascia media.

Subito dietro trovi Apple al 22%. Per l’azienda di Cupertino è un risultato storico: secondo Counterpoint, è la prima volta che supera il 20% delle spedizioni mondiali in un terzo trimestre. La distanza da Samsung è quindi scesa a un solo punto percentuale, anche se entrambe le aziende operano in un mercato complessivamente più piccolo.

Il dato va interpretato correttamente. Apple non ha battuto il proprio record di unità spedite nel trimestre: ha stabilito un record di quota di mercato. Questa differenza è fondamentale per capire perché un produttore possa apparire in crescita mentre l’intero settore perde terreno.

Il caso iPhone 18: un record nonostante meno spedizioni

Apple ha affrontato il trimestre con un calendario di lancio diverso rispetto al 2025. A settembre sono arrivati i modelli iPhone 18 Pro e iPhone 18 Pro Max, ma non un iPhone 18 standard nello stesso momento. Questo ha ridotto il numero di dispositivi destinati ai rivenditori nel mese di debutto rispetto alla gamma iPhone 17 dell’anno precedente.

Le spedizioni Apple sono quindi diminuite su base annua, ma meno rispetto al crollo generale del mercato. Il risultato è una presenza proporzionalmente maggiore nella classifica mondiale. La domanda dei modelli premium, inoltre, si è dimostrata relativamente più resistente alle difficoltà economiche rispetto a quella dei telefoni meno costosi.

Non bisogna però confondere una quota record con una situazione priva di problemi. L’aumento dei costi dei componenti pesa anche sui prodotti di fascia alta e potrebbe influenzare i prezzi, la produzione e la disponibilità delle prossime generazioni di smartphone.

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Xiaomi, OPPO e vivo tra i marchi più colpiti

Il rallentamento è stato particolarmente pesante per diversi produttori cinesi. Secondo le stime preliminari, OPPO e vivo hanno registrato cali delle spedizioni superiori al 20% rispetto al terzo trimestre del 2025. La flessione di Xiaomi ha superato il 30%, portando la sua quota mondiale al 10%.

Per Xiaomi, la contrazione riflette anche una scelta strategica: ridurre l’esposizione ai telefoni più economici e ad alcuni mercati esteri, privilegiando i segmenti più redditizi. In un contesto in cui i componenti costano di più, vendere grandi quantità di dispositivi a basso margine può diventare meno conveniente.

Questo cambiamento rischia di avere conseguenze soprattutto per chi cerca uno smartphone accessibile. Se i produttori riducono l’offerta di modelli economici, potresti trovare meno alternative nella fascia di prezzo più bassa, oppure dispositivi con caratteristiche meno generose rispetto a quelle a cui eri abituato.

Cosa potrebbe succedere ai prezzi degli smartphone

Il problema delle memorie non riguarda soltanto i numeri delle classifiche. Quando le forniture sono limitate e i costi aumentano, le aziende devono decidere se assorbire la spesa aggiuntiva, alzare i prezzi o modificare la configurazione dei dispositivi. Nessuna di queste opzioni è indolore.

Counterpoint prevede che il resto del 2026 rimanga difficile, con possibili tagli alla produzione, gamme più ristrette e maggiore attenzione ai modelli premium. Per i consumatori più sensibili al prezzo, questo potrebbe tradursi in meno offerte interessanti e tempi di sostituzione più lunghi.

La situazione non implica che ogni smartphone diventerà necessariamente più caro nella stessa misura. Prezzi e disponibilità dipendono dal marchio, dal mercato, dalle promozioni e dalle scorte dei rivenditori. Tuttavia, la pressione sui componenti rappresenta un fattore concreto da considerare se stai pensando di cambiare telefono nei prossimi mesi.

Il mercato degli smartphone cambierà davvero?

Il terzo trimestre del 2026 fotografa un settore in trasformazione. Per anni la competizione si è concentrata sull’aumento dei volumi e sulla conquista di nuovi utenti; oggi i produttori devono fare i conti con costi elevati, consumatori più prudenti e un mercato dell’usato sempre più interessante.

Il record di Apple dimostra quanto possa contare la forza del segmento premium in una fase di contrazione. Allo stesso tempo, il primato ancora detenuto da Samsung e le difficoltà dei marchi più esposti ai telefoni economici mostrano che la crisi non colpisce tutti allo stesso modo.

Se il tuo smartphone continua a soddisfare le tue esigenze, mantenerlo più a lungo può essere una scelta sensata. E se devi sostituirlo, confrontare prezzi, aggiornamenti software garantiti e modelli ricondizionati diventa ancora più importante. Il dato da ricordare è questo: il mercato è sceso ai minimi da 14 anni per un terzo trimestre, ma Apple ha conquistato una quota record proprio mentre le spedizioni complessive crollavano.

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