Perplexity porta l’AI sul PC: Portable Computer lavora in locale e protegge i dati

Perplexity sposta una parte importante dell’intelligenza artificiale dal cloud direttamente sulla macchina dell’utente. La società ha presentato Portable Computer, una versione di Perplexity Computer progettata per funzionare localmente e affrontare attività complesse utilizzando file, documenti, codice e altre informazioni che possono contenere dati riservati.
L’obiettivo è permettere all’agente AI di svolgere gran parte del lavoro senza trasferire i dati privati sul cloud. C’è anche un vantaggio sul fronte dei costi: le operazioni gestite dai modelli locali non consumano i crediti previsti dal servizio. Quando invece sono necessarie capacità disponibili online, Portable Computer può ricorrere selettivamente al cloud con l’autorizzazione dell’utente.
Portable Computer porta l’intero agente AI sulla macchina
Portable Computer non consiste semplicemente nell’esecuzione locale di un modello linguistico. Perplexity ha trasferito sul dispositivo anche diversi componenti necessari al funzionamento dell’agente, tra cui orchestratore, pianificatore, router degli strumenti, scheduler, coda persistente delle attività e indice per la ricerca locale.
La prima piattaforma supportata è NVIDIA DGX Spark, il computer AI compatto basato sulla piattaforma Grace Blackwell GB10, con CPU Arm a 20 core, GPU NVIDIA e 128 GB di memoria unificata. Perplexity ha inoltre confermato che Portable Computer arriverà successivamente anche sui PC dotati di GPU NVIDIA RTX.
Sul DGX Spark il sistema può utilizzare Qwen 3.8 27B oppure PPLX 27B, una versione del modello Qwen sottoposta a post-training da Perplexity. In futuro nel selettore dei modelli sarà aggiunto anche NVIDIA Nemotron 3.5 Lightning, modello aperto da 30 miliardi di parametri.
L’agente è in grado di leggere e analizzare file locali, effettuare ricerche all’interno di documenti e repository di codice, eseguire azioni sul dispositivo e mantenere attive operazioni di lunga durata. Secondo la ricerca pubblicata da Perplexity, la combinazione tra modello open source, hardware locale e un’infrastruttura ottimizzata permette già di affrontare diverse tipologie di lavoro professionale mantenendo un costo di inferenza locale molto basso.

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Il cloud rimane disponibile, ma solo quando serve
La strategia di Portable Computer non prevede però di eliminare completamente il cloud. Il sistema adotta piuttosto un approccio ibrido: cerca di completare localmente la maggior parte possibile di ogni attività e può passare a servizi remoti quando ha bisogno di capacità che il computer dell’utente non può fornire in modo adeguato.
È il caso, ad esempio, delle attività che richiedono informazioni aggiornate dal web o capacità di ricerca e ragionamento più avanzate. L’utente mantiene però il controllo sull’escalation verso il cloud e può autorizzarla quando necessaria, mentre le informazioni sensibili possono continuare a rimanere sul dispositivo.
Un esempio significativo riguarda l’utilizzo della voce. Perplexity spiega che un utente può discutere di una situazione riservata o dettare istruzioni mentre lavora su una base di codice privata, mantenendo audio, trascrizione e operazioni sui file sulla macchina locale.
Anche la sicurezza dell’esecuzione è un elemento centrale. Il codice e gli strumenti vengono eseguiti all’interno di ambienti sandbox isolati, con accesso controllato ai file e alle risorse disponibili. La ricerca tecnica pubblicata insieme al lancio sottolinea proprio l’impiego dell’esecuzione in sandbox tra le scelte adottate per adattare l’agente alle esigenze del calcolo locale.
Disponibile su Linux, Windows arriverà in seguito
Al momento del lancio Portable Computer è disponibile per gli abbonati Perplexity Pro e Max che utilizzano un NVIDIA DGX Spark. La prima versione funziona su Linux e può essere installata tramite l’app di Perplexity con una procedura semplificata; il supporto a Windows è previsto successivamente.
I test pubblicati da Perplexity mostrano anche i limiti attuali dell’approccio completamente locale. Con Qwen 3.8 27B su DGX Spark, Computer ha ottenuto risultati competitivi in diversi benchmark dedicati al lavoro con informazioni e documenti, ma nelle attività di programmazione più impegnative di Terminal Bench 2.1 il modello locale rimane indietro rispetto ai modelli frontier. L’utilizzo selettivo di capacità più potenti riduce il divario, senza però eliminarlo completamente.
È proprio questo equilibrio a rendere interessante Portable Computer: invece di scegliere rigidamente tra AI locale e AI nel cloud, Perplexity punta a un agente capace di utilizzare prima le risorse presenti sul computer e ricorrere all’infrastruttura remota quando il compito lo richiede.
Con l’aumento della potenza dei PC e l’arrivo di modelli più efficienti, una quota crescente delle attività oggi affidate ai data center potrebbe quindi essere eseguita direttamente sui dispositivi personali, offrendo agli utenti maggiore controllo sui propri dati e riducendo la dipendenza dal calcolo remoto.
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