Il primo film cinese creato interamente con l’IA è un flop: incassi disastrosi al cinema

L’intelligenza artificiale può generare attori, voci, scenografie e intere sequenze cinematografiche. Ma convincere il pubblico a comprare un biglietto è un’altra storia. In Cina, Sanxingdui: Future Past, presentato come il primo lungometraggio nazionale realizzato interamente con immagini e interpretazioni generate dall’IA, si sta rivelando un pesante insuccesso commerciale. Prodotto da Bona Film Group e arrivato nelle sale il 23 ottobre 2026, il film aveva un budget dichiarato superiore a 1,5 milioni di dollari. Dopo undici giorni di programmazione, al 2 novembre, aveva raccolto soltanto circa 253.000 dollari: meno del 17% del costo di produzione dichiarato.
Il risultato è significativo perché non si trattava di un esperimento distribuito in poche sale. Per il debutto erano state programmate oltre 10.000 proiezioni, ma la curiosità per un’opera creata con l’intelligenza artificiale non si è trasformata in una risposta convincente al botteghino. I dati non dimostrano che il pubblico rifiuti ogni film realizzato con l’IA, ma mettono in discussione l’idea che la tecnologia, da sola, basti a vendere biglietti.
Sanxingdui: Future Past, il film di fantascienza che doveva aprire una nuova era
Il film racconta una storia fantascientifica legata all’antico sito archeologico di Sanxingdui, nella provincia cinese del Sichuan. Al centro della vicenda c’è un archeologo che deve affrontare un futuro dominato dall’intelligenza artificiale e ricostruire un mistero attraverso antichi reperti. Il progetto combina suggestioni storiche, scenari futuristici e personaggi digitali.
Gli attori che appaiono sullo schermo, le loro voci e gli ambienti sono stati generati attraverso sistemi di IA. Questo non significa, però, che il film sia nato senza intervento umano. La produzione ha coinvolto quasi cento professionisti per oltre due anni, tra lavoro creativo, progettazione e attività tecniche. È un dettaglio importante: l’automazione di immagini e interpretazioni non ha eliminato la necessità di una squadra di produzione.
Bona Film Group ha presentato il progetto come un banco di prova per il cinema generativo. La distribuzione commerciale doveva verificare non soltanto la fattibilità tecnica, ma anche la disponibilità del pubblico a pagare per vedere un lungometraggio costruito con questi strumenti.
Gli incassi aggiornati: appena 253.000 dollari in undici giorni
Nei primi giorni, il film aveva incassato circa 181.000 dollari, secondo i dati della piattaforma cinese Maoyan ripresi dalla stampa internazionale. Il dato era già deludente rispetto al budget e alla distribuzione nazionale. Il successivo aggiornamento del 2 novembre, riportato da Cartoon Brew sulla base del China Movie Box Office dashboard, porta il totale a 1,68 milioni di yuan, circa 253.000 dollari.
In sostanza, nel periodo successivo al primo fine settimana il film ha aggiunto soltanto circa 71.000 dollari agli incassi. Il rallentamento rende difficile ipotizzare, sulla base della traiettoria attuale, un recupero dei costi attraverso la sola distribuzione cinematografica. Va però precisato che gli incassi al botteghino non coincidono con i ricavi netti del produttore: una parte viene trattenuta dagli esercenti e dalla distribuzione, mentre eventuali vendite successive potrebbero generare altri introiti.
Il dato dei 253.000 dollari è riferito all’aggiornamento dell’11° giorno, non al risultato definitivo dell’intera vita commerciale del film. Parlare già di perdita finale certificata sarebbe prematuro, anche se il divario con il budget appare molto ampio.
Un film fatto con l’IA può essere costoso e richiedere anni di lavoro
La vicenda contraddice uno dei luoghi comuni più diffusi sull’intelligenza artificiale nel settore audiovisivo: generare immagini non significa necessariamente produrre un film completo in pochi minuti e quasi gratuitamente. Il costo dichiarato di Sanxingdui supera 1,5 milioni di dollari e la lavorazione è durata oltre due anni.
La realizzazione di un lungometraggio richiede continuità visiva tra le scene, coerenza dei personaggi, recitazione credibile, montaggio, ritmo narrativo e una colonna sonora capace di accompagnare la storia. I modelli generativi possono automatizzare parte del processo, ma le sequenze devono comunque essere selezionate, corrette e organizzate. Le difficoltà aumentano quando l’obiettivo non è un breve video spettacolare, bensì un’opera che deve mantenere l’attenzione per tutta la durata.
La risposta del pubblico suggerisce che il valore percepito di un film dipende soprattutto dal risultato narrativo ed emotivo, non soltanto dal metodo utilizzato per produrlo. Gli effetti visivi possono attirare curiosità, ma non garantiscono coinvolgimento.
Leggi anche:
Bona Film Group difende il progetto: un esperimento, non soltanto un incasso
Jiang Defu, dirigente di Bona Film Group, ha riconosciuto la ricezione tiepida del film, ma ha rivendicato il carattere pionieristico dell’iniziativa. La società considera importante aver sperimentato la produzione di un lungometraggio generativo, ottenuto il permesso di distribuirlo nei cinema e sottoposto il risultato al giudizio degli spettatori.
Questa interpretazione non è priva di logica. Le prime applicazioni di una tecnologia possono essere costose, imperfette e commercialmente deboli, pur fornendo competenze utili per produzioni successive. Un insuccesso al botteghino non dimostra che la tecnologia sia inutilizzabile, ma obbliga a distinguere la sperimentazione industriale dal successo di pubblico.
Per uno studio cinematografico, tuttavia, l’innovazione ha un costo. Se i film generativi devono diventare un modello economico sostenibile, devono riuscire a contenere le spese e contemporaneamente offrire storie per le quali gli spettatori siano disposti a pagare.
Il paradosso cinese: i microdrama con l’IA crescono, il cinema no
L’insuccesso di Sanxingdui arriva in un mercato dove l’intelligenza artificiale è già molto presente nell’intrattenimento. In Cina, i microdrama, brevi produzioni seriali progettate per la fruizione su smartphone e piattaforme social, utilizzano sempre più spesso strumenti generativi. Alcune produzioni possono essere realizzate con budget estremamente contenuti rispetto al cinema tradizionale.
Secondo i dati citati da Fortune, oltre il 95% dei più di 120.000 microdrama cinesi distribuiti nel primo trimestre del 2026 sarebbe stato realizzato con l’IA, mentre un anno prima il fenomeno era quasi assente. Alcune produzioni possono costare intorno ai 3.000 dollari. Sono cifre che illustrano un cambiamento industriale rapidissimo, pur richiedendo cautela perché la definizione di contenuto «generato con IA» può comprendere livelli differenti di intervento umano.
La differenza con il cinema è decisiva. Guardare un video breve sul telefono non comporta lo stesso impegno economico e di attenzione richiesto da un biglietto cinematografico. Una formula che funziona per contenuti rapidi e seriali non è automaticamente adatta a un lungometraggio destinato alle sale.
Niu Lai: il film da pochi soldi che ha battuto le produzioni sofisticate
Il confronto più sorprendente riguarda Niu Lai, un film d’animazione cinese diventato un fenomeno virale nel 2026. Realizzato con un budget riportato di circa 200 dollari da una madre e suo figlio, il progetto ha conquistato l’attenzione del pubblico proprio per l’aspetto rudimentale, i movimenti goffi e le imperfezioni grafiche.
La curiosità online ha trasformato quelle caratteristiche in un elemento di richiamo. Gli incassi hanno raggiunto milioni di dollari, con alcune ricostruzioni che parlano di quasi 10 milioni. Non significa che un film volutamente imperfetto sia sempre destinato al successo, ma evidenzia un paradosso: un’opera tecnicamente rozza può generare una risposta emotiva e culturale più forte di una produzione costruita attorno a strumenti avanzati.
Il paragone tra i due film non è un esperimento scientifico: generi, campagne promozionali e dinamiche virali sono differenti. Resta però utile per ricordare che la tecnologia non sostituisce automaticamente la capacità di incuriosire e coinvolgere.
L’intelligenza artificiale cambierà il cinema, ma il pubblico deve volerla
L’IA generativa può diventare uno strumento importante per creare storyboard, effetti visivi, doppiaggi, scenografie e intere sequenze. Può inoltre permettere a piccoli autori di realizzare progetti che in passato avrebbero richiesto risorse molto superiori. Ma il flop iniziale di Sanxingdui mostra che l’efficienza produttiva e la novità tecnologica non bastano a costruire un successo commerciale.
È possibile che i modelli futuri producano personaggi più espressivi e scene più coerenti, riducendo tempi e costi. È altrettanto possibile che il pubblico continui a cercare storie, interpretazioni e scelte artistiche che percepisce come significative. Non c’è una risposta definitiva, e un singolo film non può stabilire il destino dell’intero settore.
La domanda più importante non è se l’intelligenza artificiale sia in grado di generare un film, ma se quel film sia abbastanza interessante da meritare il prezzo di un biglietto. Per ora, il caso Sanxingdui suggerisce che tra le due cose esista ancora una distanza considerevole.
Ti potrebbe interessare:
Segui guruhitech su:
- Google News: bit.ly/gurugooglenews
- Telegram: t.me/guruhitech
- Facebook: facebook.com/guruhitechfb
- Instagram: instagram.com/guruhitech_official/
- X (Twitter): x.com/guruhitech1
- Bluesky: bsky.app/profile/guruhitech.bsky.social
- Rumble: rumble.com/user/guruhitech
- VKontakte: vk.com/guruhitech
- MeWe: mewe.com/i/guruhitech
- Skype: live:.cid.d4cf3836b772da8a
- WhatsApp: bit.ly/whatsappguruhitech
Esprimi il tuo parere!
Che ne pensi di questa notizia? Lascia un commento nell’apposita sezione che trovi più in basso e se ti va, iscriviti alla newsletter.
Per qualsiasi domanda, informazione o assistenza nel mondo della tecnologia, puoi inviare una email all’indirizzo [email protected].
Scopri di più da GuruHiTech
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.
