Russia e India accelerano su BRICS Pay, il sistema per i pagamenti transfrontalieri prende forma

Russia e India stanno rafforzando la cooperazione sul fronte dei pagamenti internazionali. Il Russian Direct Investment Fund (RDIF), BRICS Pay India e JSC BRICS Pay hanno annunciato un accordo per lavorare allo sviluppo del progetto BRICS Pay e di nuovi servizi di pagamento transfrontalieri.
L’intesa punta soprattutto a esplorare l’integrazione della piattaforma con le infrastrutture di pagamento già presenti in India, preparando possibili progetti pilota e soluzioni che consentano di effettuare transazioni tra i Paesi BRICS in maniera più diretta.
L’obiettivo dichiarato è facilitare commercio e investimenti tra le economie del blocco, anche attraverso regolamenti nelle rispettive valute nazionali. Un percorso che potrebbe ridurre la necessità di passare attraverso infrastrutture finanziarie esterne ai Paesi coinvolti, anche se molti aspetti tecnici e operativi devono ancora essere definiti.
Come dovrebbe funzionare BRICS Pay
Il progetto BRICS Pay viene presentato come un’infrastruttura decentralizzata destinata a favorire l’interoperabilità dei sistemi di pagamento dei Paesi BRICS. L’idea, quindi, non è necessariamente sostituire le piattaforme nazionali esistenti, ma permettere loro di comunicare più facilmente nelle operazioni internazionali.
In base all’accordo annunciato, BRICS Pay India dovrebbe coordinarsi con banche indiane, fornitori di servizi di pagamento, commercianti e altri operatori del mercato. Il RDIF, invece, dovrebbe sostenere l’iniziativa attraverso la propria rete di investimenti e partnership internazionali.
Kirill Dmitriev, CEO del fondo russo, ha indicato lo sviluppo di moderne infrastrutture di pagamento come una condizione importante per sostenere la crescita degli scambi commerciali e degli investimenti tra le nazioni BRICS. Secondo Dmitriev, BRICS Pay potrebbe affiancare i sistemi nazionali già disponibili, creando collegamenti tra infrastrutture oggi separate.
Un primo dimostratore tecnologico dedicato ai pagamenti retail era già stato sperimentato durante il BRICS Business Forum di Mosca nel 2024. L’accordo con l’India rappresenta quindi un ulteriore passaggio verso applicazioni più concrete del progetto.
Pagamenti in valute nazionali e minore dipendenza dalle infrastrutture occidentali
Il tema dei pagamenti transfrontalieri è diventato uno degli elementi centrali della cooperazione finanziaria tra i Paesi BRICS. Le sanzioni occidentali contro la Russia e le difficoltà di accesso ad alcune infrastrutture finanziarie internazionali hanno contribuito ad accelerare la ricerca di sistemi alternativi.
Allo stesso tempo, diversi membri del gruppo stanno promuovendo un maggiore utilizzo delle valute nazionali negli scambi commerciali, riducendo in alcuni casi il ricorso al dollaro statunitense. Questo processo non equivale però alla nascita di una valuta unica BRICS: il progetto descritto riguarda principalmente infrastrutture e meccanismi capaci di rendere più semplici i pagamenti tra sistemi e valute differenti.

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Ministri delle Finanze e governatori delle banche centrali del blocco hanno chiesto alla BRICS Payment Task Force di proseguire il lavoro su pagamenti internazionali più rapidi, economici e accessibili.
Anche l’India ha mostrato interesse per una maggiore interoperabilità. Il ministro del Commercio indiano Piyush Goyal ha sostenuto la necessità di collegare i sistemi di pagamento e ampliare gli scambi effettuati nelle valute nazionali. Il governatore della Reserve Bank of India, Sanjay Malhotra, ha inoltre riferito di discussioni sui possibili collegamenti tra sistemi di pagamento rapido e valute digitali delle banche centrali (CBDC).
Il ruolo dell’India può diventare decisivo
L’integrazione con l’infrastruttura finanziaria indiana rappresenta uno degli aspetti più significativi dell’accordo. L’India dispone infatti di un ecosistema di pagamenti digitali molto sviluppato, e la possibilità di collegare BRICS Pay alle infrastrutture locali potrebbe fornire un banco di prova importante per il progetto.
Il lavoro annunciato prevede innanzitutto una fase esplorativa, seguita dalla preparazione di potenziali progetti pilota. Solo successivamente potrebbero essere introdotti veri servizi transfrontalieri.
La cooperazione finanziaria si inserisce inoltre nell’espansione del gruppo BRICS, nato inizialmente intorno a Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica e successivamente allargato a nuovi membri. La maggiore dimensione del blocco rende però anche più complesso creare un’infrastruttura comune, perché i Paesi coinvolti dispongono di normative, valute e sistemi finanziari differenti.
Proprio per questo BRICS Pay potrebbe assumere soprattutto il ruolo di collegamento tra infrastrutture già esistenti, invece di trasformarsi in un unico circuito completamente separato dai sistemi nazionali.
Restano da definire tempi e modalità operative
Nonostante l’annuncio, rimangono ancora diversi interrogativi. Non sono stati comunicati tempi operativi dettagliati per l’avvio dei progetti pilota né una data precisa per il lancio commerciale dei servizi di pagamento transfrontalieri.
Devono inoltre essere chiariti aspetti come le istituzioni finanziarie partecipanti, le modalità di regolamento delle transazioni, l’eventuale utilizzo delle CBDC e l’effettivo livello di integrazione con i sistemi nazionali.
Per questo motivo BRICS Pay non può ancora essere considerato un sistema di pagamento internazionale pienamente operativo su larga scala. L’accordo tra Russia e India rappresenta piuttosto un passo verso la sperimentazione e la costruzione dell’infrastruttura necessaria.
La direzione, tuttavia, è chiara: i Paesi BRICS stanno cercando strumenti capaci di rendere gli scambi reciproci più rapidi, meno costosi e maggiormente basati sulle valute nazionali. La prova decisiva arriverà con i primi progetti pilota e con la capacità di collegare concretamente sistemi finanziari molto diversi tra loro.
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