Starcloud punta al mining di Bitcoin nello spazio: il debutto operativo potrebbe arrivare nel 2026

Starcloud si prepara a portare il mining di Bitcoin oltre l’atmosfera terrestre. La startup, nota per i suoi progetti di data center orbitali, punta infatti a lanciare entro il 2026 un secondo veicolo spaziale che potrebbe ospitare i primi sistemi dedicati all’estrazione della criptovaluta in orbita terrestre.
L’iniziativa rappresenta un passo ulteriore nella strategia dell’azienda guidata dal CEO Philip Johnston, che da tempo sostiene la possibilità di trasferire parte della potenza di calcolo nello spazio. L’idea di fondo è semplice ma ambiziosa: sfruttare energia solare e condizioni ambientali favorevoli per alleggerire il peso energetico che oggi grava sulle infrastrutture terrestri.
Dal test con NVIDIA H100 ai chip ASIC
Il progetto non nasce dal nulla. Starcloud-1, il primo satellite dell’azienda, è stato lanciato nel novembre 2025 e ha portato in orbita una NVIDIA H100, una GPU di fascia data center mai utilizzata prima in un contesto simile. Quel test ha avuto soprattutto un valore dimostrativo: provare che hardware avanzato può funzionare anche nello spazio.

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Per il mining, però, Starcloud vuole cambiare approccio. Il secondo satellite dovrebbe usare ASIC, cioè circuiti integrati progettati specificamente per un solo compito, invece delle GPU. Secondo Johnston, questa scelta è molto più efficiente sul piano economico: un sistema ASIC da 1 kW avrebbe un costo attorno ai 1.000 dollari, mentre una GPU specializzata può arrivare fino a circa 30.000 dollari.
Perché il mining nello spazio attira interesse
Il ragionamento di Starcloud si inserisce in un dibattito sempre più acceso sul costo energetico delle criptovalute. Il mining di Bitcoin, secondo le stime citate dall’azienda, assorbe oggi circa 20 GW di potenza su scala globale. Spostare almeno una parte di questa attività nello spazio, nelle intenzioni della startup, significherebbe ridurre la pressione sulle reti elettriche terrestri e sfruttare una fonte energetica continua come quella solare.
Resta comunque un progetto ad altissimo rischio tecnologico ed economico. Tra costi di lancio, affidabilità dei componenti, manutenzione in orbita e sostenibilità del modello di business, la strada è ancora lunga. Tuttavia, il piano mostra con chiarezza come il settore stia cercando nuove soluzioni per coniugare calcolo intensivo, intelligenza artificiale e criptovalute con infrastrutture meno dipendenti dalle risorse terrestri.
Nel lungo periodo, Starcloud immagina una rete vastissima di satelliti alimentati a energia solare per supportare servizi computazionali in orbita. Per ora, però, il vero banco di prova sarà uno solo: dimostrare che il Bitcoin mining nello spazio può passare da visione futuristica a operazione reale.
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