La stimolazione cerebrale può aumentare temporaneamente la generosità

La generosità non sarebbe solo una questione di carattere o educazione, ma potrebbe essere influenzata anche dall’attività cerebrale. Un recente studio ha dimostrato che la neuromodulazione mirata è in grado di modificare temporaneamente la propensione di una persona a compiere scelte altruistiche, intervenendo sulla sincronizzazione di specifiche aree del cervello coinvolte nei processi decisionali sociali.
In passato le ricerche avevano evidenziato soltanto una correlazione tra determinati pattern di attività cerebrale e comportamenti altruistici. Questa volta, però, gli scienziati hanno raccolto dati che suggeriscono un vero e proprio rapporto di causa-effetto.

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L’esperimento con il Dictator’s Game
Per analizzare il fenomeno, i ricercatori hanno utilizzato il celebre “Dictator’s Game”, un test comportamentale in cui i partecipanti devono decidere come dividere una somma di denaro tra sé e un’altra persona. L’esperimento è stato ripetuto centinaia di volte per ridurre al minimo le variazioni casuali e individuare un effetto stabile nel tempo.
Durante il compito, ai soggetti è stata applicata una stimolazione transcranica a corrente alternata, mirata a sincronizzare l’attività dei lobi frontali e parietali, regioni fondamentali nei processi decisionali e nella valutazione delle interazioni sociali. L’incremento dei ritmi gamma ha portato i partecipanti a scegliere più frequentemente una divisione equa del denaro, anche quando ciò comportava una riduzione del proprio guadagno personale.
Empatia e valore delle ricompense altrui
Un modello computazionale sviluppato parallelamente ha mostrato che la stimolazione aumentava il “peso” attribuito al beneficio dell’altra persona nel processo decisionale. In altre parole, il cervello tendeva a considerare più rilevante il guadagno altrui, favorendo così comportamenti più equi.
Ciò non significa che sia possibile rendere le persone generose su larga scala con un semplice intervento tecnico. Tuttavia, la scoperta apre nuove prospettive per comprendere i meccanismi neurali dell’empatia e delle scelte sociali, offrendo strumenti utili per approfondire il funzionamento del comportamento umano.
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