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La VPN potrebbe non bastare: cos’è una perdita WebRTC e come proteggere il proprio IP

Utilizzare una VPN è uno dei sistemi più comuni per nascondere il proprio indirizzo IP pubblico e impedire che il traffico internet sia facilmente associato alla propria connessione. Tuttavia, attivare una VPN non significa automaticamente eliminare ogni possibile esposizione dell’IP.

Uno dei punti da controllare riguarda WebRTC (Web Real-Time Communication), tecnologia integrata nei principali browser e utilizzata da numerosi servizi per comunicazioni audio, video e altre applicazioni in tempo reale. In determinate configurazioni, WebRTC può provocare una perdita dell’indirizzo IP, mostrando a un sito informazioni che l’utente si aspetterebbe di nascondere attraverso la VPN.

Non si tratta però di una falla che rende inutili tutte le VPN o che permette automaticamente a un hacker di intercettare il traffico. Il problema dipende dal modo in cui browser, WebRTC e VPN gestiscono le connessioni di rete.

Cos’è WebRTC e perché può esporre l’indirizzo IP

WebRTC è un insieme di tecnologie standardizzate che consente ai browser e alle applicazioni web di gestire comunicazioni in tempo reale. Viene utilizzato, ad esempio, per videochiamate, chiamate vocali, condivisione dello schermo e trasferimento di dati peer-to-peer.

Servizi di videoconferenza e comunicazione sul web possono sfruttarlo per creare connessioni efficienti senza richiedere necessariamente software aggiuntivo.

Per stabilire il percorso di comunicazione più appropriato, WebRTC utilizza meccanismi come ICE, STUN e TURN. Durante questo processo vengono individuati diversi possibili indirizzi e percorsi attraverso cui stabilire la connessione.

È qui che può verificarsi una perdita WebRTC. Se il browser riesce a utilizzare un percorso di rete non correttamente gestito dalla VPN, un sito può potenzialmente ottenere un indirizzo IP diverso da quello del server VPN.

Il rischio è particolarmente legato alla gestione del traffico UDP, molto utilizzato nelle comunicazioni in tempo reale perché privilegia velocità e bassa latenza. Ciò non significa però che UDP sia intrinsecamente “non sicuro” o privo di crittografia: WebRTC utilizza protocolli di sicurezza propri per proteggere i contenuti delle comunicazioni.

La questione, nel caso di una perdita WebRTC, riguarda principalmente l’esposizione dell’indirizzo IP, non la possibilità di leggere automaticamente il contenuto crittografato di una videochiamata.

Come verificare se la VPN presenta una perdita WebRTC

Prima di modificare le impostazioni del browser conviene controllare se il problema esiste realmente.

Con la VPN attiva, è possibile utilizzare un servizio specializzato nel controllo delle perdite IP e confrontare gli indirizzi rilevati dal browser con quello assegnato dal server VPN.

Il principio è semplice: se durante il test WebRTC compare il proprio IP pubblico reale, mentre il normale indirizzo visualizzato dal sito corrisponde al server VPN, significa che la configurazione necessita di attenzione.

È consigliabile effettuare la prova sia prima sia dopo eventuali modifiche alle impostazioni, in modo da verificare concretamente il risultato.

Bisogna inoltre distinguere tra indirizzi IP pubblici e indirizzi locali. La comparsa di un indirizzo appartenente alla rete privata del dispositivo non equivale necessariamente all’esposizione dell’IP pubblico utilizzato per collegarsi a internet.

Le VPN moderne hanno inoltre migliorato notevolmente la gestione di WebRTC. Molti servizi instradano correttamente anche il traffico interessato oppure mettono a disposizione funzioni specifiche per impedire fughe di informazioni.

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Prima di disattivare WebRTC conviene controllare la VPN

La soluzione più drastica consiste nel disabilitare WebRTC nel browser, ma non sempre è necessaria.

Molte VPN includono protezioni contro le perdite IP, DNS e WebRTC, oltre a funzioni come il kill switch, che interrompe la connettività quando il tunnel VPN smette improvvisamente di funzionare.

Per questo motivo il primo passaggio dovrebbe essere controllare le impostazioni dell’applicazione VPN e verificare se esistono opzioni dedicate alla protezione dalle perdite.

Disattivare completamente WebRTC presenta infatti uno svantaggio importante: alcuni servizi web che utilizzano chiamate audio o video potrebbero smettere di funzionare correttamente.

Come disattivare WebRTC su Firefox

Firefox offre uno dei controlli più diretti, anche se l’impostazione si trova nella sezione avanzata del browser.

È possibile digitare about:config nella barra degli indirizzi, accettare l’avviso mostrato dal browser e cercare la preferenza media.peerconnection.enabled.

Impostandola su false, le funzionalità WebRTC vengono disabilitate.

La modifica può però impedire il corretto funzionamento di piattaforme che dipendono dalla tecnologia per effettuare chiamate o videoconferenze. Prima di intervenire è quindi opportuno considerare se sia realmente necessario bloccarla completamente.

Chrome ed Edge richiedono maggiore attenzione

La situazione è differente su Google Chrome e sugli altri browser basati su Chromium, tra cui Microsoft Edge.

Chrome non mette a disposizione nelle normali impostazioni un semplice interruttore per disabilitare completamente WebRTC. Esistono estensioni capaci di modificare le politiche di gestione degli indirizzi IP e delle connessioni WebRTC, ma installare un’estensione introduce a sua volta un ulteriore componente con accesso al browser.

È quindi fondamentale controllarne sviluppatore, reputazione e autorizzazioni richieste. Un’estensione destinata esclusivamente a gestire WebRTC non dovrebbe ottenere permessi sproporzionati rispetto alla funzione svolta.

In molti casi può essere preferibile affidarsi alle protezioni integrate nella propria VPN piuttosto che aggiungere un’estensione sconosciuta.

Anche Microsoft Edge, essendo basato su Chromium, condivide buona parte dello stesso comportamento. Alcune impostazioni sperimentali possono inoltre cambiare o scomparire con gli aggiornamenti del browser, quindi le procedure basate sui cosiddetti flags non devono essere considerate permanenti.

Una perdita WebRTC rende inutile la VPN?

Non necessariamente. Una WebRTC leak è un problema di privacy specifico che può compromettere uno degli obiettivi principali per cui molte persone utilizzano una VPN: nascondere il proprio indirizzo IP pubblico ai siti visitati.

Questo non significa che l’intero tunnel VPN venga automaticamente aggirato né che tutto il traffico internet diventi leggibile da terzi.

Esistono inoltre altri sistemi attraverso cui un utente può essere riconosciuto online anche con una VPN perfettamente funzionante. Il browser fingerprinting, per esempio, combina caratteristiche del dispositivo e del browser per creare un profilo sufficientemente distintivo da facilitare il riconoscimento durante visite differenti.

Una VPN e la protezione WebRTC affrontano quindi soltanto alcune componenti della privacy online.

La strategia più sensata consiste nel mantenere aggiornati browser e VPN, attivare le protezioni contro le perdite offerte dal proprio provider e verificare periodicamente quale indirizzo IP viene effettivamente mostrato ai siti.

Disabilitare completamente WebRTC può essere un’ulteriore misura per chi necessita di una maggiore riservatezza e non utilizza servizi che dipendono dalla tecnologia. Per la maggior parte degli utenti, però, è preferibile prima verificare se la propria VPN gestisce correttamente WebRTC: non tutte le connessioni WebRTC rappresentano una perdita e non tutte le VPN sono vulnerabili allo stesso modo.

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