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X chiude la lunga battaglia legale con l’industria musicale: accordo dopo tre anni di scontro sul copyright

Dopo oltre tre anni di contenziosi, accuse reciproche e colpi di scena giudiziari, X Corp, la piattaforma social controllata da Elon Musk, e alcuni dei più importanti editori musicali al mondo hanno raggiunto un accordo che mette fine alla disputa sul presunto utilizzo illecito di contenuti protetti da copyright.

La vicenda, iniziata nel 2023, vedeva schierati contro X colossi come Universal Music Publishing Group, Sony Music Publishing, EMI Music Publishing e altri grandi editori, che accusavano il social network di non aver adottato misure adeguate per contrastare la diffusione di musica protetta da diritto d’autore.

Secondo gli editori, la piattaforma avrebbe ignorato numerose segnalazioni di violazione del copyright, consentendo la permanenza online di contenuti caricati senza autorizzazione e non applicando una politica efficace nei confronti degli utenti recidivi.

Oltre 300.000 segnalazioni e accuse incrociate

A sostenere l’azione legale era anche la National Music Publishers’ Association (NMPA), che ha dichiarato di aver inviato a X oltre 300.000 notifiche ufficiali di rimozione. Secondo l’associazione, molte di queste richieste non avrebbero ricevuto una risposta tempestiva, alimentando le accuse di violazione sistematica del copyright.

Lo scenario è cambiato radicalmente all’inizio del 2026, quando X ha contrattaccato con una causa antitrust contro la stessa NMPA e diversi editori musicali.

La società ha sostenuto che le aziende avessero orchestrato una campagna coordinata di notifiche DMCA con l’obiettivo di esercitare pressione sulla piattaforma e costringerla a sottoscrivere accordi di licenza su larga scala. Secondo X, questa strategia avrebbe portato alla segnalazione di oltre 200.000 contenuti e alla sospensione di circa 50.000 utenti, causando danni economici e reputazionali.

Le decisioni dei giudici hanno cambiato gli equilibri

Nel corso della battaglia giudiziaria, entrambe le parti hanno ottenuto successi parziali.

Nel 2024, un tribunale federale ha respinto diverse accuse avanzate dagli editori musicali, stabilendo che X non potesse essere ritenuta automaticamente responsabile solo perché la piattaforma rende semplice il caricamento dei contenuti o trae ricavi dalla loro diffusione. Secondo il giudice, queste caratteristiche riguardano indistintamente sia i materiali legittimi sia quelli eventualmente in violazione del copyright.

Successivamente, nel 2025, X ha accusato formalmente la NMPA di aver cercato di infliggere il “massimo danno” possibile all’azienda attraverso una massiccia campagna di richieste di rimozione.

Anche una recente decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti nel caso Cox v. Sony ha contribuito a modificare il quadro giuridico, indebolendo alcune delle rivendicazioni avanzate dagli editori musicali e spingendo entrambe le parti a rivalutare la convenienza di proseguire il contenzioso.

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Un accordo che arriva dopo la quotazione di SpaceX

L’intesa è stata formalizzata con il deposito di due richieste congiunte di archiviazione presso tribunali federali del Tennessee e del Texas. Entrambe le cause sono state chiuse definitivamente, con ciascuna parte chiamata a sostenere autonomamente le proprie spese legali.

Sebbene nessuno abbia reso pubblici i termini dell’accordo, la tempistica non è passata inosservata.

La conclusione della controversia è arrivata infatti poche settimane dopo la quotazione in borsa di SpaceX, nuova società capogruppo che comprende anche X. L’IPO, conclusa il 12 giugno 2026, ha raccolto circa 75 miliardi di dollari, portando la valutazione della società a circa 1.800 miliardi di dollari.

Nel prospetto informativo presentato alla SEC, la causa sul copyright figurava tra le principali controversie legali ancora aperte. Complessivamente, SpaceX aveva indicato passività potenziali legate ai contenziosi pari a circa 399 milioni di dollari, elemento che avrebbe potuto rappresentare un fattore di rischio per gli investitori.

Nessuna ammissione di responsabilità e dettagli riservati

Al momento non è stato reso noto se l’accordo preveda compensazioni economiche o nuovi contratti di licenza tra X e gli editori musicali.

A differenza di precedenti intese raggiunte dall’industria musicale con altre piattaforme digitali, questa volta le parti hanno mantenuto il massimo riserbo. Non sono stati annunciati accordi commerciali né diffuse informazioni sulle eventuali condizioni economiche dell’intesa.

Con la chiusura definitiva dei procedimenti, resteranno senza una pronuncia del tribunale sia le accuse degli editori riguardo alla presunta diffusione massiccia di contenuti pirata, sia le contestazioni di X secondo cui la campagna di notifiche DMCA sarebbe stata utilizzata come strumento di pressione commerciale.

La lunga disputa giudiziaria si conclude quindi senza vincitori ufficiali, lasciando irrisolte molte delle questioni che avevano acceso uno dei più importanti scontri legali tra una piattaforma social e l’industria musicale degli ultimi anni.

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