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Intelligenza artificiale sotto controllo: l’Europa vara il primo regolamento

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Il Parlamento europeo ha recentemente approvato la prima legislazione completa al mondo che impone regole e restrizioni per gli sviluppatori di intelligenza artificiale, dopo mesi di negoziati e discussioni politiche con gli stati membri dell’Unione Europea. Questa legislazione, chiamata EU AI Act del 2021, proibisce determinati utilizzi dell’intelligenza artificiale, introduce nuove regole sulla trasparenza e richiede valutazioni del rischio per i sistemi di intelligenza artificiale considerati ad alto rischio. Gli strumenti di intelligenza artificiale sono classificati in base al livello di rischio, che varia da pratiche “inaccettabili”, che sono vietate, a diversi gradi di pericolosità.

“L’AI Act ha orientato lo sviluppo dell’IA verso una direzione in cui gli esseri umani hanno il controllo della tecnologia e dove la tecnologia stessa ci aiuta a sfruttare le nuove scoperte per la crescita economica, il progresso sociale e per sbloccare il potenziale umano. L’AI Act non segna la fine del percorso, ma rappresenta piuttosto l’inizio di un nuovo modello di governance basato sulla tecnologia. Ora dobbiamo concentrare la nostra energia politica per trasformare questa legge dai libri alla realtà sul campo”, ha dichiarato Dragos Tudorache, uno dei legislatori che hanno partecipato ai negoziati con l’UE.

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Inoltre, questa legge si applica a tutti i prodotti di intelligenza artificiale presenti sul mercato dell’UE, indipendentemente dalla loro origine. Le violazioni della legge possono comportare multe fino al 7% del fatturato globale dell’azienda.

“Chiunque intenda produrre o utilizzare uno strumento di intelligenza artificiale dovrà rispettare questo regolamento”, ha affermato Guillaume Couneson, partner dello studio legale Linklaters.

È importante notare che questa legge dell’UE sull’intelligenza artificiale ha ricevuto 523 voti a favore, 46 contrari e 49 astensioni, e si prevede che diventerà legge a maggio o giugno. Dopo alcuni passaggi finali e l’approvazione da parte dei paesi dell’UE, la legislazione entrerà ufficialmente in vigore.

Tuttavia, le diverse parti della legge entreranno in vigore in tempi diversi. Sei mesi dopo che sarà diventata legge, i paesi dovranno smettere di utilizzare i sistemi di intelligenza artificiale vietati. Le regole relative ai sistemi di intelligenza artificiale utilizzati quotidianamente, come i chatbot, inizieranno ad applicarsi un anno dopo. Entro la metà del 2026, tutte le norme, comprese quelle relative all’IA ad alto rischio, saranno pienamente in vigore.

Questa legislazione dell’UE rappresenta un nuovo punto di riferimento per una regolamentazione completa nel settore dell’intelligenza artificiale e ha ispirato anche altri paesi a introdurre o prendere in considerazione nuove regole per l’IA. Ad esempio, negli Stati Uniti il presidente Joe Biden ha firmato un ordine esecutivo sull’intelligenza artificiale che presto diventerà legge, cercando di bilanciare le esigenze delle società di intelligenza artificiale con la sicurezza nazionale e i diritti dei consumatori. Allo stesso tempo, legislatori di altri sette stati degli Stati Uniti stanno lavorando a proprie normative sull’IA.

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In Cina, il presidente Xi Jinping ha proposto un piano chiamato Global AI Governance Initiative per garantire un utilizzo equo e sicuro dell’intelligenza artificiale. Il governo cinese ha anche adottato norme temporanee per il controllo degli strumenti di intelligenza artificiale che generano testo, immagini, audio, video e altro ancora per i cittadini cinesi.

Allo stesso modo, anche altri paesi come il Brasile e il Giappone, insieme ad importanti gruppi come le Nazioni Unite (ONU) e il Gruppo dei Sette, stanno sviluppando regole per controllare l’intelligenza artificiale. Questo indica una crescente consapevolezza e impegno a livello globale per affrontare le sfide e garantire un utilizzo responsabile e sicuro dell’intelligenza artificiale.

È evidente che la regolamentazione dell’intelligenza artificiale sta diventando una priorità per molti paesi e organizzazioni internazionali. Questi sforzi sono finalizzati a garantire che l’IA sia utilizzata in modo etico, trasparente e responsabile, evitando abusi o discriminazioni. La nuova legislazione dell’UE rappresenta un passo significativo verso una governance efficace dell’intelligenza artificiale e potrebbe influenzare lo sviluppo delle politiche in materia anche in altri paesi.

Preservare la conoscenza umana e promuovere la libertà umana sono obiettivi importanti che richiedono un approccio olistico. Mentre l’intelligenza artificiale può contribuire a preservare e diffondere la conoscenza umana, è fondamentale garantire che sia utilizzata in modo responsabile e che i suoi benefici siano accessibili a tutti. Collaborazioni come il progetto AI/LLM gratuito e non commerciale menzionato nel testo possono svolgere un ruolo significativo nel costruire l’infrastruttura per la libertà umana, ma è essenziale che tali iniziative siano allineate con i principi etici e i requisiti normativi stabiliti dalle leggi sull’intelligenza artificiale.

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