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La Cina testa satelliti con intelligenza artificiale per i data center spaziali

La Cina accelera sul fronte del calcolo orbitale, un approccio innovativo che punta a trasferire l’elaborazione dei dati direttamente nello spazio. L’obiettivo è ambizioso: costruire una vera e propria infrastruttura di data center spaziali capace di ridurre il traffico verso la Terra e aumentare l’efficienza delle analisi in tempo reale.

All’interno di questo programma si inserisce il lavoro di Zhejiang Lab, che ha già avviato il dispiegamento della Three-Body Computing Constellation. I primi 12 satelliti sono stati messi in orbita come parte di un piano molto più ampio che prevede oltre 1.000 veicoli spaziali, delineando una delle iniziative più avanzate nel campo dell’intelligenza artificiale applicata allo spazio.

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Intelligenza artificiale a bordo dei satelliti

Ogni satellite integra due modelli di intelligenza artificiale con circa 8 miliardi di parametri ciascuno. Questi sistemi vengono impiegati principalmente per il telerilevamento avanzato, consentendo l’analisi diretta delle immagini raccolte in orbita senza dover trasferire enormi quantità di dati ai centri terrestri.

Nel novembre 2025, la piattaforma ha dimostrato le proprie capacità analizzando un’area di 189 chilometri quadrati e identificando automaticamente infrastrutture anche in presenza di forti nevicate. Un risultato che evidenzia la solidità degli algoritmi e la loro capacità di operare in condizioni ambientali complesse.

I satelliti sono inoltre equipaggiati con rilevatori di polarizzazione dei raggi X e sistemi di classificazione dei lampi gamma in tempo reale. L’accuratezza dichiarata raggiunge il 99%, permettendo di filtrare e processare i dati direttamente nello spazio. Questo approccio riduce drasticamente la quantità di informazioni da inviare a Terra, alleggerendo il carico sui centri di controllo terrestri.

Verso una potenza di calcolo senza precedenti

Una volta completato il dispiegamento dell’intera costellazione, la capacità complessiva potrebbe raggiungere circa 100 quintilioni di operazioni al secondo. Si tratterebbe di una potenza computazionale distribuita direttamente in orbita, in grado di elaborare dati quasi istantaneamente.

Il progetto rappresenta un cambio di paradigma: non più satelliti come semplici strumenti di raccolta, ma nodi intelligenti capaci di processare, selezionare e interpretare informazioni prima ancora che raggiungano il pianeta. Se il piano cinese dovesse completarsi secondo le previsioni, lo spazio potrebbe trasformarsi in una nuova frontiera per l’infrastruttura digitale globale.

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