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Creato un combustibile liquido per immagazzinare energia solare a lungo termine

Un gruppo di ricercatori ha compiuto un passo significativo verso la realizzazione di un combustibile liquido capace di immagazzinare energia solare per lunghi periodi. L’idea è rivoluzionaria: raccogliere il calore del sole durante l’estate, conservarlo senza perdite sostanziali e rilasciarlo nei mesi invernali, quando la domanda energetica aumenta.

Questa tecnologia potrebbe ridefinire il concetto stesso di riscaldamento stagionale, trasformando l’energia solare in una risorsa accumulabile nel tempo e disponibile su richiesta. Il sistema si basa su una soluzione chimica innovativa in grado di trattenere l’energia sotto forma di legami molecolari.

Come funziona il sistema MOST

Alla base della scoperta c’è il sistema MOST (Molecular Solar Thermal), sviluppato a partire da un derivato della timina 2-pirimidinone, una molecola chimicamente correlata. Quando viene esposta alla radiazione ultravioletta, la struttura molecolare si riorganizza trasformandosi in un isomero più stabile, capace di intrappolare l’energia luminosa nei propri legami chimici.

In pratica, l’energia solare non viene convertita immediatamente in elettricità o calore, ma viene “immagazzinata” a livello molecolare. Questo consente di conservarla per mesi, fino al momento in cui si decide di rilasciarla attraverso un processo controllato.

La densità energetica raggiunge circa 1,65 megajoule per chilogrammo, un valore quasi doppio rispetto a molte batterie agli ioni di litio e superiore rispetto ai precedenti materiali MOST. Un altro elemento interessante è che la sostanza resta liquida a temperatura ambiente e non richiede solventi aggiuntivi, semplificando l’utilizzo pratico.

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Limiti attuali e potenziale futuro

Nonostante i risultati promettenti, il sistema presenta ancora alcune limitazioni. Il materiale assorbe soltanto circa il 5% dello spettro solare, concentrandosi in una finestra molto ristretta tra 300 e 310 nanometri. Inoltre, la resa quantica della reazione rimane relativamente bassa, indicando margini di miglioramento nella fase di ottimizzazione.

Un dato particolarmente interessante riguarda però la stabilità nel tempo: l’emivita dell’energia immagazzinata è stimata in circa 481 giorni. Questo rende la tecnologia estremamente interessante per lo stoccaggio stagionale, aprendo la strada a sistemi capaci di equilibrare produzione e consumo energetico su base annuale.

Se ulteriormente perfezionata, questa soluzione potrebbe affiancare o integrare le tecnologie di accumulo tradizionali, contribuendo a rendere l’energia solare ancora più affidabile e strategica nel percorso verso una transizione energetica sostenibile.

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