News

Meta e il brevetto AI che simula gli utenti deceduti: innovazione o rischio etico?

Cosa accade ai profili social dopo la morte di una persona? Restano congelati nel tempo, vengono trasformati in account commemorativi oppure vengono eliminati definitivamente? Negli ultimi anni, con l’avanzare dell’intelligenza artificiale generativa, si è aperto un dibattito ancora più complesso: è possibile – o opportuno – creare versioni digitali capaci di simulare i defunti?

Meta Platforms, società madre di Facebook e Instagram, ha depositato in passato un brevetto che descrive un sistema in grado di utilizzare un modello linguistico di grandi dimensioni (LLM) per analizzare post, commenti e messaggi di un utente, generando nuovi contenuti coerenti con il suo stile comunicativo. In teoria, il sistema avrebbe potuto “simulare” l’attività di un account anche in caso di lunga assenza o decesso.

Come funzionerebbe la simulazione digitale

Il brevetto, associato a dirigenti tecnici dell’azienda, descrive un meccanismo in cui l’AI potrebbe replicare il tono, le abitudini linguistiche e gli interessi di un utente, producendo post, commenti o interazioni automatizzate. L’obiettivo dichiarato nel documento tecnico era quello di simulare la presenza dell’utente quando “assente dal sistema”.

Meta ha successivamente precisato di non avere piani concreti per implementare tale funzione. Tuttavia, l’esistenza stessa del brevetto ha sollevato interrogativi sull’evoluzione della cosiddetta “tecnologia del lutto”, un settore emergente che utilizza l’AI per ricreare voci, avatar o chatbot ispirati a persone scomparse.

Leggi anche:

Le implicazioni etiche e psicologiche

Il tema divide esperti e opinione pubblica. Da un lato, alcuni sostengono che strumenti di questo tipo potrebbero offrire conforto emotivo a chi affronta un lutto. Dall’altro, psicologi e studiosi di etica digitale avvertono che simulare l’attività di una persona deceduta rischia di confondere il processo di elaborazione del dolore, ostacolando l’accettazione della perdita.

Il confine tra memoria e simulazione è sottile. Un conto è conservare contenuti pubblicati in vita; un altro è generare nuovi messaggi attribuiti a chi non può più esprimere consenso. Questo aspetto tocca temi delicati come identità digitale, consenso postumo e diritti ereditari dei dati.

Coinvolgimento e modello di business

Oltre alla dimensione etica, esiste una riflessione economica. I social network basano gran parte del proprio modello di business su coinvolgimento, produzione di contenuti e dati. I profili inattivi – inclusi quelli di utenti deceduti – rappresentano account che non generano interazioni.

Un sistema capace di mantenere “attivi” questi profili potrebbe, in teoria, aumentare traffico e permanenza sulla piattaforma. Tuttavia, una simile strategia comporterebbe rischi reputazionali enormi e richiederebbe regole chiare e trasparenti sull’utilizzo dei dati personali.

Il futuro dell’identità digitale dopo la morte

L’episodio del brevetto evidenzia quanto rapidamente l’intelligenza artificiale stia ridefinendo le esperienze umane, inclusi aspetti profondamente personali come la memoria e il lutto. Anche se il progetto non è stato implementato, il dibattito resta aperto: fino a che punto è legittimo usare l’AI per prolungare una presenza digitale?

Nei prossimi anni sarà fondamentale stabilire linee guida normative ed etiche per garantire che innovazione tecnologica e rispetto della dignità umana procedano di pari passo. Per ora, i profili commemorativi restano la soluzione più diffusa. Ma con l’evoluzione dei modelli generativi, il confine tra memoria e simulazione potrebbe diventare sempre più sfumato.

Fonte

Ti potrebbe interessare:
Segui guruhitech su:

Esprimi il tuo parere!

Che ne pensi di questa notizia? Lascia un commento nell’apposita sezione che trovi più in basso e se ti va, iscriviti alla newsletter.

Per qualsiasi domanda, informazione o assistenza nel mondo della tecnologia, puoi inviare una email all’indirizzo [email protected].

Condividi l'articolo

Scopri di più da GuruHiTech

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

0 0 voti
Article Rating
Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Più recenti
Vecchi Le più votate