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L’IA sbaglia i consigli finanziari nel 57% dei casi: lo studio mette in guardia gli utenti

Affidarsi all’intelligenza artificiale per prendere decisioni finanziarie potrebbe essere molto più rischioso di quanto sembri. Secondo una ricerca della fintech Saturn, i più diffusi modelli di IA avrebbero fornito indicazioni errate nel 57% dei casi analizzati, con una percentuale che salirebbe addirittura all’88% davanti alle domande più complesse.

Lo studio ha preso in esame 18 modelli di intelligenza artificiale, tra cui ChatGPT, Claude, Microsoft Copilot, Grok e Gemini, sottoponendoli a una serie di quesiti riguardanti temi finanziari. I risultati mostrano differenze anche tra servizi gratuiti e a pagamento, ma evidenziano soprattutto i rischi legati all’utilizzo delle risposte generate dall’IA senza una verifica indipendente.

Oltre 10.000 risposte analizzate su questioni finanziarie

Il rapporto di Saturn, dedicato all’affidabilità dell’intelligenza artificiale nella consulenza finanziaria, ha utilizzato 121 domande. Ogni quesito è stato sottoposto più volte ai diversi modelli, arrivando complessivamente a raccogliere oltre 10.000 risposte.

Secondo i risultati riportati, i modelli gratuiti avrebbero commesso errori nel 63% dei casi, mentre quelli a pagamento si sarebbero fermati al 49%.

La situazione peggiora sensibilmente aumentando la difficoltà delle domande. Per i quesiti classificati tra i più complessi, il tasso di errore complessivo avrebbe raggiunto l’88%. I modelli gratuiti avrebbero fornito risposte problematiche nel 93% dei casi, con alcuni sistemi arrivati fino al 99%.

Gli errori individuati non riguardano soltanto semplici imprecisioni. Lo studio segnala problemi nei calcoli, omissioni di importanti avvertenze sui rischi, mancata considerazione di cambiamenti fiscali e riferimenti a regole inesistenti.

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Alcuni errori dell’IA potrebbero costare migliaia di dollari

Il rapporto presenta anche alcuni esempi delle conseguenze che potrebbero derivare dall’applicazione di una risposta sbagliata.

In un caso, Claude Haiku 4.5 avrebbe fornito un’indicazione errata relativa alla tassazione pensionistica che, se seguita, avrebbe potuto comportare una sanzione di circa 23.300 dollari.

Un altro sistema avrebbe suggerito a una persona indebitata di sospendere il pagamento dell’affitto e di una tassa locale per concentrare le proprie risorse sul rimborso di un prestito ad alto interesse. Una strategia che avrebbe potuto esporre l’utente a conseguenze ben più gravi, compreso il rischio di sfratto e procedure di recupero del credito.

Lo studio cita inoltre una risposta di Claude relativa ai prestiti studenteschi. Il modello avrebbe indicato erroneamente che trasferirsi all’estero avrebbe consentito a un laureato di evitare il pagamento del debito, mentre nella situazione analizzata ciò avrebbe comportato conseguenze economiche sfavorevoli.

Anche Gemini avrebbe fornito un’informazione problematica riguardo alle sospensioni dei pagamenti di un mutuo, sostenendo che non avrebbero inciso sulla situazione creditizia del debitore. Secondo l’analisi, invece, la scelta avrebbe potuto ridurre le possibilità di ottenere condizioni più vantaggiose in futuro.

Sempre più persone chiedono consigli economici ai chatbot

Il problema assume maggiore rilevanza considerando quanto rapidamente i chatbot stanno entrando nelle decisioni quotidiane degli utenti. Secondo quanto riportato dalla testata britannica The Intermediary, una revisione della Financial Conduct Authority (FCA) britannica avrebbe rilevato che il 26% dei consumatori consulta modelli di IA generalisti per questioni legate al denaro.

Il CEO di Saturn, Amal Jolly, ha avvertito che la scarsa qualità delle indicazioni finanziarie prodotte dai modelli generalisti potrebbe provocare danni ai consumatori, soprattutto quando le risposte vengono considerate autorevoli senza ulteriori controlli.

I risultati non significano necessariamente che ogni risposta finanziaria generata dall’intelligenza artificiale sia sbagliata. Evidenziano però un problema fondamentale: un chatbot può presentare con sicurezza anche calcoli errati, norme inesistenti o informazioni non aggiornate.

Per decisioni che riguardano tasse, mutui, pensioni, investimenti o debiti, le risposte dell’IA possono quindi essere utilizzate come punto di partenza per comprendere un argomento, ma le informazioni decisive richiedono una verifica attraverso fonti ufficiali o professionisti qualificati, soprattutto quando un errore può avere conseguenze economiche rilevanti.

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