Microsoft chiude una falla di Secure Boot rimasta nascosta per oltre 10 anni

Microsoft ha corretto una storica vulnerabilità del sistema Secure Boot, presente da oltre dieci anni e in grado di consentire l’avvio di Windows tramite vecchi bootloader ancora considerati affidabili dal firmware UEFI.
La falla è stata individuata dai ricercatori di ESET, che hanno scoperto come undici versioni obsolete del bootloader shim, risalenti al 2015 e firmate dalla stessa Microsoft, potessero ancora essere utilizzate per aggirare i controlli di sicurezza.
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Come funzionava l’attacco
Secondo gli esperti, un attaccante poteva sfruttare lo schema BYOVB (Bring Your Own Vulnerable Bootloader), caricando una versione vulnerabile ma regolarmente firmata del bootloader. Poiché molti computer continuano a considerare attendibile il certificato UEFI CA 2011, Secure Boot permetteva comunque l’avvio del software obsoleto, aprendo la strada a possibili compromissioni del sistema.
La correzione distribuita con Windows Update
Dopo la segnalazione di ESET, Microsoft ha revocato i certificati dei 11 bootloader vulnerabili inserendoli nel database UEFI DBX, che contiene l’elenco dei componenti non più autorizzati all’avvio. La correzione è già disponibile attraverso gli ultimi aggiornamenti di Windows distribuiti con il più recente Patch Tuesday.
L’intervento elimina una vulnerabilità rimasta inosservata per oltre un decennio e rafforza ulteriormente la protezione dei sistemi Windows contro tecniche di attacco che sfruttano componenti legacy ancora ritenuti attendibili.
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