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Quattro Raspberry Pi per ricreare l’effetto “Matrix” con una fotocamera fai-da-te

Ricreare il celebre effetto visivo reso popolare da Matrix senza ricorrere a un complesso sistema professionale di ripresa. È l’obiettivo di un appassionato che ha costruito una particolare fotocamera digitale utilizzando quattro Raspberry Pi, ognuno collegato a un modulo fotografico indipendente.

Il risultato è un dispositivo portatile capace di fotografare lo stesso soggetto contemporaneamente da angolazioni leggermente differenti. Le immagini vengono poi combinate per ottenere una breve animazione che simula il movimento della visuale attorno a un soggetto apparentemente immobile.

Quattro Raspberry Pi Zero 2 W sincronizzati

Alla base del progetto ci sono quattro Raspberry Pi Zero 2 W, piccoli computer a scheda singola che controllano altrettante fotocamere. I quattro moduli vengono sincronizzati a livello hardware affinché gli scatti avvengano nello stesso istante.

La disposizione delle fotocamere consente però di osservare il soggetto da prospettive leggermente diverse. È proprio questa differenza tra un’inquadratura e l’altra a rendere possibile l’effetto finale.

Uno dei Raspberry Pi assume il ruolo di unità principale e gestisce sia la sincronizzazione sia la comunicazione con gli altri moduli. Lo scambio dei dati avviene tramite Wi-Fi, mentre le fotografie catturate vengono successivamente riunite in un’animazione GIF.

Il principio ricorda, in versione fortemente semplificata, il cosiddetto bullet time, tecnica resa celebre dal film Matrix e tradizionalmente realizzata utilizzando numerose fotocamere disposte attorno alla scena. In questo progetto, invece, sono presenti soltanto quattro punti di ripresa, sufficienti per produrre una variazione prospettica riconoscibile tra i diversi fotogrammi.

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Display OLED e autonomia di circa due ore

L’autore non si è limitato ad assemblare fotocamere e microcomputer, ma ha trasformato il sistema in un dispositivo utilizzabile autonomamente.

La fotocamera integra un piccolo display OLED da 0,91 pollici, dedicato alla visualizzazione delle informazioni sullo stato del sistema. Un secondo schermo da 1,14 pollici permette invece di vedere un’anteprima del materiale acquisito.

È presente anche la ricarica tramite USB Type-C, mentre la batteria garantisce un’autonomia dichiarata di circa due ore.

Il progetto dimostra così come hardware relativamente compatto come il Raspberry Pi Zero 2 W possa essere utilizzato non soltanto per esperimenti informatici, domotica o piccoli server, ma anche per realizzare sistemi fotografici personalizzati. In questo caso, quattro schede coordinate tra loro sono diventate il cuore di una fotocamera capace di produrre un particolare effetto multi-angolo senza utilizzare una tradizionale configurazione professionale.

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