Google introduce in Canada la stima dell’età: ID o selfie in caso di errore

Google si prepara a estendere in Canada un sistema che utilizza il machine learning per determinare se il titolare di un account abbia più o meno di 18 anni. L’obiettivo dichiarato è applicare automaticamente protezioni appropriate agli utenti più giovani, ma il meccanismo prevede anche una procedura per gli adulti che dovessero essere classificati erroneamente come minorenni.
In questi casi sarà possibile correggere la valutazione dimostrando la propria età, anche attraverso un documento d’identità o un selfie. Il sistema non si basa quindi esclusivamente sulla data di nascita inserita nell’account, ma analizza diversi segnali associati all’utilizzo dei servizi Google.
Come Google stima l’età degli utenti
Secondo quanto annunciato da Google Canada, il sistema sfrutta modelli di machine learning e informazioni già associate all’account per stimare la fascia d’età dell’utente.
Tra i segnali che possono contribuire alla valutazione rientrano elementi legati all’attività dell’account, come le ricerche effettuate e le categorie di contenuti visualizzati su YouTube.
Non si tratta, tuttavia, di un metodo infallibile. Google riconosce la possibilità di falsi positivi, ovvero situazioni nelle quali un adulto viene identificato dal sistema come una persona con meno di 18 anni.
Quando ciò accade, l’utente può intervenire per correggere la stima. Le persone interessate vengono informate tramite e-mail e notifiche all’interno dei prodotti Google e possono utilizzare le procedure disponibili per dimostrare di essere maggiorenni.
Tra le opzioni previste figurano la verifica attraverso un documento d’identità con fotografia oppure tramite un selfie, a seconda delle modalità messe a disposizione.

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Cosa cambia per gli account considerati minorenni
La classificazione come utente con meno di 18 anni comporta l’attivazione di diverse protezioni nei servizi dell’azienda.
Su YouTube, per esempio, possono essere applicati strumenti di benessere digitale, tra cui promemoria per fare una pausa o andare a dormire, insieme a misure destinate a limitare la visualizzazione ripetuta di determinate categorie di contenuti.
Cambiano anche alcune impostazioni legate alla pubblicità. Per gli account identificati come appartenenti a minorenni viene disabilitata la personalizzazione degli annunci e vengono limitate alcune categorie pubblicitarie considerate sensibili rispetto all’età.
Sono previste conseguenze anche negli altri servizi dell’ecosistema Google. In Maps può essere disattivata la Timeline, mentre su Google Play l’accesso a determinate applicazioni riservate agli adulti può essere limitato finché l’utente non dimostra di avere l’età richiesta.
Chi è maggiorenne ma viene classificato erroneamente e sceglie di non completare la verifica continuerà quindi a essere trattato come un utente minorenne nei servizi interessati.
Verifica dell’età e privacy al centro del dibattito
L’utilizzo di documenti e sistemi basati sui selfie per verificare l’età non riguarda soltanto Google. Diverse piattaforme tecnologiche stanno sperimentando o introducendo soluzioni pensate per distinguere adulti e minorenni e applicare restrizioni adeguate.
La diffusione di questi strumenti apre inevitabilmente anche interrogativi sulla privacy, soprattutto quando la verifica richiede informazioni particolarmente sensibili come fotografie del volto o documenti ufficiali.
Nel caso canadese, al momento non è stato indicato quanti utenti adulti potrebbero essere classificati erroneamente dal sistema e, di conseguenza, trovarsi nella condizione di dover dimostrare la propria età.
L’introduzione del sistema mostra comunque la direzione intrapresa dalle grandi piattaforme: non affidarsi soltanto all’età dichiarata dall’utente, ma utilizzare anche sistemi automatizzati per stimarla e applicare di conseguenza differenti livelli di protezione.
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