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RedMagic sotto accusa: benchmark falsati e dispositivi rimossi da 3DMark

I nuovi smartphone da gaming RedMagic 11 Pro e RedMagic 11 Pro Plus sono finiti al centro di una controversia che sta facendo discutere il settore. I due modelli, infatti, sono stati rimossi dalla classifica ufficiale di 3DMark dopo sospetti legati alla manipolazione dei benchmark.

Secondo le analisi emerse, i dispositivi non avrebbero rispettato le linee guida dei test, mostrando prestazioni artificialmente gonfiate in condizioni specifiche.

Prestazioni diverse tra test standard e nascosti

A far emergere il problema sono stati test indipendenti, che hanno evidenziato un comportamento anomalo. Quando i benchmark venivano eseguiti nella loro versione standard, gli smartphone mostravano difficoltà nel gestire il carico e tendevano a surriscaldarsi rapidamente.

Al contrario, nelle versioni “nascoste” del test – progettate per non essere riconosciute dal sistema – i risultati risultavano più stabili ma anche significativamente inferiori. Questo ha sollevato dubbi concreti sulla reale affidabilità dei punteggi pubblicati.

Overclock automatico quando viene rilevato il benchmark

Le indagini suggeriscono che i dispositivi attivino una sorta di modalità speciale di overclocking quando riconoscono l’esecuzione di un benchmark. In queste condizioni, lo smartphone spinge al massimo il processore, raggiungendo temperature fino a 55°C.

Quando invece il sistema non identifica il test come benchmark, il comportamento cambia: le prestazioni si riducono e la temperatura si mantiene intorno ai 40°C, segno di un utilizzo più realistico e sostenibile.

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Numeri poco rappresentativi nell’uso reale

Il nodo centrale della questione riguarda proprio la discrepanza tra benchmark e utilizzo quotidiano. Anche durante il gaming, che rappresenta il contesto principale per questi dispositivi, gli smartphone non mantengono le stesse frequenze elevate viste nei test.

Questo avviene per evitare problemi di surriscaldamento, ma implica che i risultati ottenuti nei benchmark siano poco rappresentativi delle prestazioni reali. Di conseguenza, gli utenti potrebbero essere indotti a credere che il dispositivo sia più potente di quanto non sia nella pratica.

Un caso che riaccende il dibattito

La rimozione dalla classifica di 3DMark riporta al centro dell’attenzione un tema già discusso in passato: quello della trasparenza nei benchmark. Episodi come questo mettono in evidenza quanto sia importante garantire test affidabili e comparabili tra dispositivi.

Resta ora da capire se il produttore interverrà per chiarire la situazione o modificare il comportamento dei dispositivi, ma nel frattempo il caso rappresenta un nuovo campanello d’allarme per l’intero settore.

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