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Un nuovo algoritmo può allungare fino al 40% la vita delle batterie delle auto elettriche

Ricaricare più velocemente un’auto elettrica senza accelerare il deterioramento della batteria è una delle sfide più importanti per la mobilità elettrica. Un gruppo di ricercatori dell’Università di Aalborg, in Danimarca, ha sperimentato un approccio che interviene direttamente sulla modalità con cui viene gestita la corrente durante la ricarica.

I risultati indicano che un sistema ottimizzato matematicamente e suddiviso in più fasi potrebbe prolungare la durata della batteria dal 7% al 40% rispetto a una strategia di ricarica convenzionale. E il vantaggio non richiederebbe necessariamente di aspettare più a lungo alla colonnina: nei test, il tempo necessario per la ricarica è risultato addirittura inferiore di circa il 10%.

Come funziona la ricarica in cinque fasi

I ricercatori hanno confrontato il tradizionale metodo di ricarica a corrente costante e tensione costante con una strategia articolata in cinque fasi.

Nel secondo sistema, anziché mantenere lo stesso comportamento per gran parte del processo, la corrente viene modificata progressivamente durante la ricarica. A stabilire i parametri ottimali per ciascuna fase è un algoritmo matematico, progettato per trovare un compromesso più favorevole tra velocità e deterioramento della batteria.

La sperimentazione ha mostrato una differenza significativa. A seconda dei parametri utilizzati, la strategia in cinque fasi ha permesso di ottenere un incremento stimato della vita utile della batteria compreso tra il 7% e il 40% rispetto al metodo convenzionale preso come riferimento.

Allo stesso tempo, il processo non è diventato più lento. Al contrario, il tempo di ricarica è diminuito di circa il 10% nelle condizioni analizzate.

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Il vantaggio per la batteria ha però un costo

La soluzione non è priva di compromessi. Ottimizzare il processo esclusivamente per proteggere la batteria dell’auto può infatti comportare un maggiore carico sulla stazione di ricarica, spostando parte dello stress dal veicolo all’infrastruttura.

Per questo motivo gli scienziati hanno analizzato anche una configurazione intermedia. L’obiettivo è trovare un equilibrio che tenga conto contemporaneamente del costo associato al deterioramento della batteria del veicolo e di quello relativo all’usura dell’infrastruttura di ricarica.

Si tratta di un aspetto fondamentale in vista di un’eventuale applicazione pratica. Una strategia capace di preservare maggiormente le batterie sarebbe infatti meno interessante se producesse, come effetto collaterale, un deterioramento eccessivo delle colonnine.

La ricerca mostra comunque quanto il software di gestione della ricarica possa incidere sulla longevità delle batterie. Non soltanto nuovi materiali e celle più avanzate, quindi: anche algoritmi capaci di controllare con maggiore precisione il processo di ricarica potrebbero contribuire ad aumentare la vita utile delle future auto elettriche.

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