Hacker attaccano i frigoriferi dei supermercati: allarme in Belgio, cibo a rischio

Non servono più soltanto virus sui computer o attacchi ai conti bancari per creare danni concreti: gli hacker possono prendere di mira anche i frigoriferi e i congelatori dei supermercati. Nella notte tra il 1° e il 2 novembre 2026, decine di punti vendita in Belgio hanno segnalato anomalie nei sistemi di refrigerazione, con temperature in aumento e allarmi scattati nel cuore della notte. Le autorità e le aziende stanno ricostruendo l’accaduto, mentre cresce il sospetto di un nuovo attacco informatico.
Le segnalazioni coinvolgono almeno 40 negozi della catena Delhaize e 15 punti vendita Carrefour. Sono stati interessati anche operatori del settore alimentare. La vicenda ricorda un episodio verificatosi poche settimane prima in Francia, dove la manomissione dei sistemi di raffreddamento aveva messo a rischio grandi quantità di prodotti deperibili.
Cosa è successo nei supermercati Delhaize e Carrefour
La portavoce di Delhaize, Sarah De Meester, ha confermato che durante la notte si è verificato un incidente informatico che ha coinvolto i sistemi di frigoriferi e congelatori di almeno 40 negozi. I responsabili di diversi punti vendita hanno ricevuto notifiche automatiche che segnalavano un innalzamento anomalo delle temperature.
Le anomalie hanno riguardato soprattutto alcuni negozi Shop & Go presso le stazioni di servizio Q8, i punti vendita Delhaize Proxy e altri supermercati della rete, compresi esercizi situati lungo le autostrade. Carrefour Belgio ha confermato problemi in 15 negozi, precisando che la situazione era ancora oggetto di verifiche.
Alcune segnalazioni hanno parlato di impostazioni portate addirittura a 70 °C, ma si tratta di un dato non confermato ufficialmente dalla portavoce Delhaize. Non è quindi corretto affermare che tutti i frigoriferi abbiano effettivamente raggiunto quella temperatura, né che tutti i prodotti coinvolti siano stati necessariamente danneggiati.
Gli hacker avrebbero attivato lo sbrinamento dei frigoriferi
Uno degli indizi più importanti arriva dal gruppo specializzato in prodotti a base di carne De Laet & Van Haver. Intorno alle 3:00 del mattino, i sistemi di allarme dell’azienda hanno rilevato modifiche alle impostazioni di refrigerazione eseguite dall’esterno.
Il responsabile operativo Werner Muylle ha spiegato che alcuni parametri erano stati alterati, provocando un comportamento anomalo degli impianti. In particolare, gli evaporatori sarebbero stati portati in modalità di sbrinamento: una funzione normalmente utilizzata per eliminare il ghiaccio accumulato, ma che può prevedere l’attivazione di elementi riscaldanti.
Quando la procedura viene avviata nel momento sbagliato o con parametri impropri, il sistema può smettere temporaneamente di raffreddare e la temperatura interna può aumentare. Nel caso del gruppo alimentare, il personale è riuscito a intervenire in tempo, fermando l’impianto prima che le temperature raggiungessero livelli troppo elevati.
Leggi anche:
Perché un attacco ai frigoriferi può causare danni enormi
I moderni sistemi di refrigerazione commerciale sono spesso collegati a software di monitoraggio e gestione remota. Questi strumenti permettono ai tecnici di controllare temperature, consumi, allarmi e cicli di sbrinamento senza essere fisicamente presenti in ogni negozio. È una comodità importante per le catene che gestiscono centinaia di punti vendita, ma può diventare un rischio se gli accessi non sono protetti correttamente.
Un aggressore che riesca a modificare i parametri di funzionamento può causare interruzioni della catena del freddo. Carne, pesce, latticini e altri prodotti deperibili richiedono condizioni di conservazione precise: se vengono superati i limiti di temperatura per un tempo significativo, possono diventare inadatti alla vendita o al consumo.
Le conseguenze non si limitano quindi alla riparazione di un impianto. Un supermercato potrebbe essere costretto a ritirare o smaltire merce, bloccare temporaneamente alcuni reparti e sostenere costi aggiuntivi per controlli e sostituzioni. L’entità effettiva dei danni in Belgio, tuttavia, deve ancora essere accertata.
Un precedente inquietante: l’attacco ai supermercati francesi
La vicenda belga arriva dopo un episodio simile registrato a metà ottobre in Francia. In quel caso, secondo le ricostruzioni pubblicate, gli aggressori avevano preso di mira i sistemi di refrigerazione di centinaia di supermercati, alterandone il funzionamento fino a far aumentare sensibilmente le temperature.
Le notizie relative all’attacco francese descrivevano temperature che, in alcune installazioni, sarebbero salite fino a 50 °C, con conseguente deterioramento di grandi quantità di alimenti. La somiglianza tra i due episodi è evidente, ma non dimostra da sola che gli attacchi siano stati compiuti dagli stessi responsabili o sfruttando la medesima vulnerabilità.
Al momento non sono stati forniti dettagli tecnici sufficienti per stabilire come gli aggressori avrebbero ottenuto l’accesso ai sistemi belgi. Sarebbe quindi prematuro attribuire l’incidente a un particolare gruppo criminale o indicare una falla specifica come causa accertata.
La sicurezza informatica entra anche nella corsia dei surgelati
Questi episodi mostrano quanto sia cambiato il concetto di sicurezza informatica. Un impianto di refrigerazione connesso alla rete è anche un sistema digitale, e la sua protezione deve essere considerata parte integrante della sicurezza operativa di un supermercato.
Per ridurre il rischio, le aziende possono separare le reti di gestione degli impianti dai sistemi informatici ordinari, proteggere gli accessi remoti, aggiornare i dispositivi di controllo e monitorare eventuali modifiche anomale ai parametri. Sono inoltre fondamentali allarmi indipendenti e procedure di intervento rapido, così da evitare che una manomissione provochi danni prima dell’arrivo del personale.
Nel caso belga, proprio gli avvisi notturni hanno consentito ad alcuni operatori di accorgersi del problema. Resta da capire l’origine precisa dell’incidente e quanti prodotti siano stati effettivamente compromessi. Una cosa, però, è già evidente: quando un frigorifero diventa un dispositivo connesso, proteggerlo dagli attacchi informatici diventa importante quanto mantenerlo alla giusta temperatura.
Ti potrebbe interessare:
Segui guruhitech su:
- Google News: bit.ly/gurugooglenews
- Telegram: t.me/guruhitech
- Facebook: facebook.com/guruhitechfb
- Instagram: instagram.com/guruhitech_official/
- X (Twitter): x.com/guruhitech1
- Bluesky: bsky.app/profile/guruhitech.bsky.social
- Rumble: rumble.com/user/guruhitech
- VKontakte: vk.com/guruhitech
- MeWe: mewe.com/i/guruhitech
- Skype: live:.cid.d4cf3836b772da8a
- WhatsApp: bit.ly/whatsappguruhitech
Esprimi il tuo parere!
Che ne pensi di questa notizia? Lascia un commento nell’apposita sezione che trovi più in basso e se ti va, iscriviti alla newsletter.
Per qualsiasi domanda, informazione o assistenza nel mondo della tecnologia, puoi inviare una email all’indirizzo [email protected].
Scopri di più da GuruHiTech
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.
