Errore su Amazon AWS: alcuni utenti ricevono bollette da miliardi e persino trilioni di dollari

Un malfunzionamento nel sistema di fatturazione di Amazon Web Services (AWS) ha generato grande preoccupazione tra numerosi clienti della piattaforma cloud. A causa di un errore tecnico, diversi utenti hanno visualizzato stime di spesa completamente fuori scala, con importi che andavano da miliardi fino a trilioni di dollari, nonostante i loro consumi reali fossero di pochi dollari al mese.
L’anomalia ha interessato il sistema che calcola i costi stimati dei servizi cloud, provocando notifiche allarmanti e spingendo molti clienti a contattare immediatamente l’assistenza tecnica.
Fatture astronomiche per utenti con consumi minimi
Tra i casi più eclatanti figura quello di Dan Harvey, rappresentante dell’organizzazione benefica britannica Learning Through Landscapes. Abituato a una spesa di appena 43 centesimi di dollaro, ha trovato nel proprio account una stima di 7,8 miliardi di dollari.
Anche altri utenti hanno segnalato situazioni simili. Un cliente ha raccontato di aver ricevuto una previsione di spesa pari a 1,5 trilioni di dollari, accompagnata da un presunto incremento dei consumi superiore a 745 trilioni di percento rispetto al mese precedente.
Un studente indiano, che normalmente paga circa 1,30 dollari al mese, ha visualizzato un importo di 10,9 miliardi di dollari, mentre un’altra cliente ha riferito di una fattura stimata di 245 miliardi di dollari.
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Amazon conferma il problema
Dopo le numerose segnalazioni, Amazon ha confermato l’esistenza del malfunzionamento, spiegando che il problema era legato al sistema che genera le stime dei costi per i servizi AWS.
Secondo l’azienda, l’errore è stato causato da un’errata determinazione del prezzo unitario delle risorse cloud, che ha prodotto calcoli completamente irrealistici. Per evitare ulteriori anomalie, il sistema incaricato della generazione delle stime è stato temporaneamente disattivato.
I tecnici di AWS hanno avviato il ricalcolo dei dati e stanno lavorando per ripristinare il corretto funzionamento del servizio, precisando che gli importi mostrati erano soltanto stime errate e non corrispondevano a reali addebiti.
L’episodio evidenzia quanto anche un semplice errore nei sistemi automatici di fatturazione possa generare forte apprensione tra aziende e sviluppatori che utilizzano quotidianamente i servizi cloud di Amazon.
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