News

L’intelligenza artificiale trasforma il lavoro e l’impatto rischia di pesare di più sulle donne

L’avanzata dell’intelligenza artificiale nel mondo del lavoro potrebbe avere conseguenze particolarmente significative per le donne. A lanciare l’allarme sono rappresentanti del World Economic Forum e di LinkedIn, intervenuti a Londra durante la presentazione di un rapporto dedicato alle disparità tra uomini e donne.

Il problema riguarda soprattutto la distribuzione dell’occupazione: molte delle professioni maggiormente esposte alla trasformazione attraverso l’IA sono anche quelle nelle quali la presenza femminile è particolarmente elevata. Parallelamente, le donne rimangono sottorappresentate proprio nei settori tecnologici che stanno creando i nuovi strumenti e le nuove opportunità professionali legate all’intelligenza artificiale.

I lavori più esposti all’IA hanno una forte presenza femminile

Secondo Saadia Zahidi, membro del comitato esecutivo del World Economic Forum, emerge un modello riconoscibile osservando le professioni maggiormente interessate dall’introduzione dell’intelligenza artificiale.

L’impatto riguarderebbe in particolare diversi lavori d’ufficio qualificati, che negli ultimi decenni hanno rappresentato un’importante fonte di occupazione e reddito per molte donne.

All’interno di queste professioni sono spesso presenti attività amministrative, tecniche, ripetitive o relativamente standardizzate. Sono proprio alcune di queste mansioni a poter essere automatizzate o profondamente riorganizzate attraverso gli strumenti basati sull’IA.

Questo non significa necessariamente che ogni professione coinvolta sia destinata a scomparire. L’automazione può infatti modificare singole attività all’interno di un lavoro, cambiando competenze richieste e organizzazione delle mansioni. Il rischio evidenziato dal rapporto riguarda però la distribuzione di questa trasformazione e la possibilità che le conseguenze non siano uniformi tra uomini e donne.

La questione assume ulteriore importanza considerando i progressi compiuti negli ultimi 20 anni nella riduzione delle disparità. Secondo il rapporto annuale del World Economic Forum, il divario complessivo si è progressivamente ridotto, ma il ritmo dei miglioramenti avrebbe iniziato a rallentare a partire dal 2016 rispetto al decennio precedente.

Leggi anche:

Solo un posto su cinque nell’ingegneria IA è occupato da donne

Esiste anche l’altro lato della trasformazione: mentre alcune professioni con una forte presenza femminile sono maggiormente esposte ai cambiamenti introdotti dall’automazione, le donne risultano meno rappresentate nei nuovi lavori direttamente collegati allo sviluppo dell’IA.

Sue Duke, dirigente di LinkedIn, ha evidenziato un dato particolarmente significativo: le donne occupano soltanto un posto su cinque nell’ingegneria dell’intelligenza artificiale.

La disparità non riguarderebbe soltanto le posizioni più tecniche. Secondo il rapporto, nelle aziende attive nell’intelligenza artificiale la presenza femminile risulta inferiore rispetto a quella osservata in imprese comparabili appartenenti ad altri settori, con differenze che si ripetono attraverso diversi livelli professionali e gerarchici.

Si crea così un possibile doppio squilibrio: da una parte alcune occupazioni nelle quali lavorano molte donne affrontano una fase di profonda trasformazione tecnologica; dall’altra, la partecipazione femminile rimane limitata proprio in uno dei settori destinati a creare nuove professioni e competenze.

Formazione e riqualificazione diventano decisive

Per evitare che l’evoluzione dell’IA contribuisca ad ampliare le disparità esistenti, Duke ha indicato nella formazione uno degli strumenti fondamentali. Governi e imprese dovrebbero intervenire fin dalle prime fasi del percorso professionale, favorendo l’accesso delle donne alle competenze e alle professioni emergenti.

L’investimento, secondo questa impostazione, non dovrebbe fermarsi all’ingresso nel settore. Dovrebbe accompagnare anche le successive fasi della carriera, creando maggiori opportunità di crescita nelle discipline scientifiche, tecnologiche e nelle professioni direttamente collegate all’intelligenza artificiale.

La sfida, quindi, non riguarda soltanto quanti posti di lavoro potranno essere automatizzati. Diventa altrettanto importante capire chi avrà accesso alle nuove opportunità create dall’IA e quali lavoratori potranno acquisire le competenze necessarie per affrontare la trasformazione.

Il progresso tecnologico e la riduzione delle disparità nel mercato del lavoro non procedono necessariamente allo stesso ritmo. Per questo l’evoluzione dell’intelligenza artificiale rappresenta anche una questione di formazione, riqualificazione professionale e accesso alle nuove competenze.

Fonte

Ti potrebbe interessare:
Segui guruhitech su:

Esprimi il tuo parere!

Che ne pensi di questa notizia? Lascia un commento nell’apposita sezione che trovi più in basso e se ti va, iscriviti alla newsletter.

Per qualsiasi domanda, informazione o assistenza nel mondo della tecnologia, puoi inviare una email all’indirizzo [email protected].

Condividi l'articolo

Scopri di più da GuruHiTech

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

0 0 voti
Article Rating
Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Più recenti
Vecchi Le più votate